Cosa fare a Helsinki: sauna, architettura e quartieri creativi
Avete mai pensato di mollare tutto, infilare in valigia il maglione più pesante che avete e volare là dove il design spadroneggia ad un passo dal polo Nord? Se la risposta è no, probabilmente non conoscete ancora Helsinki. Spesso liquidata come “quella città fredda lassù” o ingiustamente oscurata dal prestigio delle altre capitali del Nord Europa, la capitale finlandese è in realtà uno dei segreti meglio custoditi d’Europa. È una città bizzarra dove la gente si lancia in acqua ghiacciata per puro divertimento, dove i palazzi sembrano usciti da un film di fantascienza e dove il minimalismo non è solo uno stile d’arredamento, ma una vera e propria religione.
Vi diamo il benvenuto a Helsinki: una metropoli a misura d’uomo che riesce a essere all’avanguardia, ma senza prendersi mai troppo sul serio. Mettetevi comodi e preparatevi a un viaggio virtuale tra saune bollenti, architetture prestigiose e quartieri hipster mai visti. Nei prossimi paragrafi vi parleremo di tutto ciò che di interessante si può fare a Helsinki: sauna, architettura e quartieri creativi. Buona lettura.
Il culto della sauna: dove i finlandesi si spogliano (anche dei loro segreti)
Non si può iniziare un viaggio a Helsinki senza affrontare l’elefante nella stanza. O meglio, la cabina di legno nella stanza. In Finlandia le saune sono ovunque. Si stima ce ne siano circa 3 milioni per 5 milioni e mezzo di abitanti. Praticamente c’è una sauna per ogni abitante, più qualcuna di riserva nel caso in cui un finlandese decidesse improvvisamente di invitare il proprio gatto. La sauna non è un lusso o un capriccio da spa domenicale; è un pilastro sociale, un santuario terapeutico e l’unico posto al mondo dove vedrete un finlandese (solitamente noto per la sua riservatezza quasi leggendaria) attaccare bottone con uno sconosciuto. Rigorosamente nudo.
Se volete sperimentare questo rito senza il trauma di imbattervi nel bagno turco condominiale di qualcuno, la vostra prima tappa obbligatoria è Löyly. Situato sul lungomare di Hernesaari, questo complesso è un capolavoro architettonico in legno eco-sostenibile che sembra una via di mezzo tra un’astronave aliena e una scultura di origami gigante. Qui il gioco funziona così: entrate, vi fate cuocere a puntino fino a quando i vostri pensieri non evaporano, e poi uscite sul ponte esterno per gettarvi direttamente nelle acque gelide del Mar Baltico. Sì, avete capito bene. Anche in pieno inverno. Il contrasto termico vi darà una scarica di adrenalina tale che dimenticherete all’istante il prezzo del biglietto aereo.
Se invece cercate un’esperienza più verace, nostalgica e decisamente meno pettinata, prendete il tram e dirigetevi verso Kotiharjun Sauna nel quartiere di Kallio. È una delle ultime saune pubbliche a legna rimaste in città, attiva dagli anni ’30. Qui l’atmosfera è d’altri tempi: dopo il bagno di vapore, è tradizione uscire in strada in accappatoio (o semplicemente con un asciugamano intorno alla vita), sedersi sul marciapiede a bere una birra fresca e guardare il mondo passare, incuranti del fatto che ci siano quindici gradi sotto lo zero. Questo è il vero “spirito finlandese”.
Un safari architettonico tra futurismo e cattedrali di ghiaccio
Passeggiare per Helsinki significa fare un viaggio nel passato senza bisogno di una macchina del tempo. La città è un mosaico “schizofrenico” ma armonioso, dove il rigore neoclassico zarista convive con il romanticismo nazionale e le visioni futuristiche del XXI secolo. Iniziamo dal pezzo forte, quello che avete sicuramente già visto in qualche cartolina vintage: la Cattedrale di Helsinki (Tuomiokirkko). Imponente, bianchissima, sormontata da cupole verdi che svettano sopra Piazza del Senato. Sembra quasi finta, una meringa gigante appoggiata sul granito. Salire la sua scalinata infinita è il provino non ufficiale per testare la vostra resistenza cardiaca dopo gli eccessi della sera prima. Una volta in cima, però, la vista sul golfo ripaga ogni singolo battito accelerato.
Ma se la cattedrale bianca è il passato, la Biblioteca Centrale Oodi è il futuro. Dimenticate il concetto di biblioteca piena di polvere dove una signora con gli occhiali vi obbliga a fare silenzio ogni volta che voltate pagina. Oodi, inaugurata per il centenario dell’indipendenza finlandese, è una struttura in vetro e legno che assomiglia a un’onda oceanica. Oltre ai libri (ovviamente) all’interno troverete stampanti 3D, macchine da cucire a disposizione dei cittadini, studi di registrazione, sale cinema e persino aree gioco per bimbi. È un salotto urbano, un monumento vivente al welfare scandinavo che vi farà guardare le biblioteche di casa vostra con una tristezza infinita.
Volete un altra chicca architettonica? Camminate fino alla Chiesa nella Roccia (Temppeliaukio). Qualcuno negli anni ’60 ha pensato bene di scavare una chiesa direttamente dentro un blocco di granito massiccio, coprendola con una cupola di rame (che sembra un disco volante atterrato nel bel mezzo di un quartiere abitato). L’acustica all’interno è così perfetta che se sospirate troppo forte, il turista coreano a 20 metri da voi potrebbe girarsi a guardarvi.
Il Design District e il mondo dei “creativi”
Se la vostra idea di souvenir non è la classica calamita da frigo ma un pezzo d’arredamento minimal che costa quanto 3 mesi del vostro affitto, benvenuti nel Design District. Questa zona, che si estende attorno ai quartieri di Punavuori e Kamppi, racchiude centinaia di boutique, gallerie d’arte, studi di architettura e negozi di abbigliamento vintage. Qui il re indiscusso è il minimal nordico. Marchi come Marimekko, con le sue stampe floreali geometriche e psichedeliche che hanno vestito da Jackie Kennedy in poi, e Artek (l’azienda fondata dal guru del design Alvar Aalto) hanno qui i loro templi.
Camminare per queste strade vi farà venire voglia di buttare via tutto ciò che avete a casa, per sostituirlo con sedie stupende in compensato curvato e vasi di vetro dalle forme organiche. La cosa più bella del Design District, tuttavia, non sono solo i grandi marchi, ma i piccoli negozi di artigianato locale e i bar indipendenti. È il regno della gente “creativa” (anche un po’ snob), riconoscibile dai loro occhiali da vista con la montatura spessa, i cappellini di lana calzati corti sulla testa (anche a luglio) e la tazza di caffè lungo rigorosamente d’origine protetta ed equosolidale.
Kallio: dove gli hipster incontrano la classe operaia
Se il Design District vi sembra un po’ troppo pulito e pretenzioso, attraversate il ponte e rifugiatevi a Kallio. Un tempo quartiere operaio, Kallio ha subìto negli ultimi anni quella classica metamorfosi che trasforma le zone malfamate nel paradiso dei giovani e degli studenti. Oggi è l’anima ribelle di Helsinki. Kallio è un concentrato di negozi di dischi in vinile, mercatini dell’usato dove scovare giacche di pelle degli anni ’80 a pochi euro, e bar che servono birra artigianale locale a prezzi che, per gli standard finlandesi, potremmo definire quasi umani.
Fate un salto a Karhupuisto (il Parco dell’Orso), il cuore del quartiere, e perdetevi tra le stradine adiacenti. Qui l’evoluzione non ha cancellato il passato: accanto al bar che serve avocado toast e matcha latte troverete ancora la vecchia taverna fumosa dove i pensionati del posto giocano a freccette sorseggiando una bionda industriale. È questo contrasto stridente a rendere Kallio il posto perfetto per fare serata e capire dove batte davvero il cuore underground della città.
Sopravvivere alla cucina finlandese (e amarla follemente)
Facciamo subito chiarezza e sfatiamo i pregiudizi. Non mangerete solo aringhe marinate per 3 giorni di fila. Il “mondo del food” di Helsinki è in piena rivoluzione, guidata dal manifesto della “Nuova Cucina Nordica” che fa della stagionalità, dell’approvvigionamento locale e del km zero i suoi cavalli di battaglia. Per iniziare dirigetevi verso il Mercato Coperto Vecchio (Vanha Kauppahalli), situato proprio sul porto. Questo edificio in mattoni rossi del 1889 è un labirinto di profumi e colori. Qui dovete assaggiare la lohikeitto, la tradizionale zuppa di salmone cremosa con patate, porri e un’infinitità di aneto fresco, accompagnata dal pane di segale scuro (ruisleipä). È il “comfort food” per eccellenza capace di resuscitare anche il viaggiatore più infreddolito.
Se siete coraggiosi, i chioschi all’aperto della vicina Piazza del Mercato (Kauppatori) offrono prelibatezze come la carne di renna (sì, Babbo Natale non sarà felice, ma è deliziosa, simile al cervo ma più tenera) e i piccoli pesciolini fritti interi (muikku), da mangiare in un sol boccone mentre cercate di difendere il vostro piatto dagli attacchi di gabbiani giganti e paurosamente aggressivi.
Un arrivederci (o un “Näkemiin”) alla città che non ti aspetti
Helsinki non è una città che si svela al primo giorno. Non ha la monumentalità sfacciata di Parigi o la vivacità di Londra. È una città che va ascoltata, respirata e, soprattutto, vissuta con i ritmi del posto. Vi conquisterà piano piano, quando vi accorgerete che il silenzio qui non è imbarazzante ma rilassante che la natura è sempre a portata di mano (basta un traghetto di 15 minuti per trovarsi tra le fortificazioni dell’isola di Suomenlinna) e che l’efficienza non esclude la creatività più sfrenata. Quindi se state ancora pensando a dove svoltare il vostro prossimo weekend in Europa, smettetela di rimandare. Helsinki vi aspetta con i suoi inverni di ghiaccio e fuoco, le sue estati con il sole di mezzanotte e quella meravigliosa capacità di farvi sentire a casa anche a un passo dal Polo nord.
