Cosa fare a Roma: itinerari tra monumenti, piazze e sapori della città eterna
Roma si può esplorare in due modalità: o da insider o da outsider. Ad oggi molti turisti cercano di superare questa divisione attraverso il turismo esperienziale, cercando di “vivere come un insider” (abitante del luogo, in questo caso) anche solo per pochi giorni. Sebbene sia difficile non restare esterrefatti dalla bellezza artistica e architettonica dei monumenti antichi e degli scorci romani ricchi di storia, sappiate che è possibile esplorare l’intera metropoli proprio come se la godrebbe un romano. In questo nostro articolo troverete un interessante approfondimento sui più importanti monumenti, piazze e luoghi cult della città eterna. Buona lettura.
Cosa fare e vedere a Roma (I parte)
Le vestigia romane e i capolavori barocchi
Il Colosseo (Anfiteatro Flavio) è in cima alla lista dei desideri di ogni turista. Emblema della Capitale d’Italia, lo storico anfiteatro romano è tra i più frequentati al mondo, con numeri record che superano i 14,7 milioni di turisti annui. L’Anfiteatro Flavio è un vero e proprio capolavoro di ingegneria che offre molto più della sua nota facciata esterna. Durante la vostra visita potrete infatti ammirare l’ipogeo (i sotterranei), l’arena, la Chiesa di Santa Maria della Pietà, mostre d vari reperti. Non appena il vostro sguardo si sarà liberato dal fascino magnetico del Colosseo, volgete l’attenzione verso l’Arco di Costantino, il più imponente arco onorario dell’antica Roma giunto a noi in buono stato di conservazione. Dal Colosseo dirigetevi verso la Via dei Fori Imperiali, oltrepassando il Foro Romano alla vostra sinistra e, un po’ più avanti, le rovine dei Fori Imperiali alla vostra destra. Sull’intero scenario domina il mercato di Traiano e, verso nord, la Colonna Traiana, con lo stupefacente fregio a spirale. Sulla sommità della strada, il Vittoriano primeggia Piazza Venezia. Attraversatelo passando di fronte ai resti di un’insula del II secolo. Giungerete così alla gradinata ripida che conduce alla Basilica di Santa Maria in Aracoeli (detta anche Basilica del popolo romano) una delle chiese più storiche e iconiche di Roma, situata in cima al Campidoglio. Tra i tesori gelosamente conservati nel cuore della basilica spicca una statua in legno del Bambin Gesù, dalle presunte doti miracolose e divine. Piazza del Campidoglio, un po’ più avanti, è una delle piazze più affascinanti della città. Fiancheggiata dai Musei Capitolini, vanta un panorama straordinario sui fori romani. Una volta lasciata la piazza dalla monumentale Cordonata, andate avanti in direzione del Teatro di Marcello, uno dei più maestosi edifici per lo spettacolo giunti fino a noi dall’antica Roma. Sappiate che il Teatro di Marcello è talmente simile al Colosseo per la somiglianza delle arcate, da indurre i turisti in errore e confondere entrambi i teatri romani. Adesso attraversate l’area archeologica lì intorno e dirigetevi verso il Portico d’Ottavia, il più antico quadriportico romano, nonché epicentro del ghetto ebraico, un quartiere acciottolato e saturo di pasticcerie, ristoranti e panetterie kasher. Dopo aver dato uno sguardo ravvicinato alla Fontana delle Tartarughe, esattamente in Piazza Mattei nel cuore del quartiere Sant’Angelo, dirigetevi verso il Ponte Fabricio, il ponte romano più antico che custodisce ancora la sua struttura originale. Fu edificato nel 62 a.C. e unisce la sponda sinistra del fiume Tevere (zona del Ghetto) con l’Isola Tiberina. Una volta tornati sulla terraferma, buttatevi a capofitto nell’alchimia di colori e schiamazzi di Campo de’ Fiori, una delle piazze romane più iconiche e vivaci. Si trova tra Piazza Navona e Piazza Farnese. È l’anima indiscussa e “popolare” del centro urbano, nota per non ospitare neanche una chiesa o basilica lungo il suo perimetro (caso unico e raro tra tutte le piazze monumentali della Capitale). Le strade attorno a piazza Campo de’ Fiori ospitano diversi palazzi degni di nota, tra cui due dei più bei edifici dell’epoca rinascimentale: Palazzo Farnese, che ad oggi è la sede dell’ambasciata francese, e il Palazzo della Cancelleria, sede del tribunale della Sacra Rota. Dopo aver superato il Corso Vittorio Emanuele II, esploderà la bellezza e il fascino delle opere architettoniche barocche. Piazza Navona fa da cornice ai capolavori di due esimi artisti: Gian Lorenzo Bernini, la cui Fontana dei Quattro Fiumi primeggia al centro della piazza, e Francesco Borromini, suo storico rivale, a cui si deve l’incantevole Chiesa di Sant’Agnese in Agone. Come tanti altri monumenti colossali della città, piazza Navona poggia sulle rovine di edifici ancora più antichi: da Via di Tor Sanguigna si possono esplorare i resti, ad oggi ormai interrati, dello Stadio di Domiziano (detto anche Circus Agonalis) ossia il primissimo esempio di stadio in muratura dell’antica Roma, le cui rovine si trovano a circa 5 metri al di sotto del livello di Piazza Navona. Spostandovi sul lato ovest di Piazza Navona, avrete l’opportunità di ammirare diversi luoghi storici e memorabili. Per quanto tutt’altro che appariscente, Pasquino è la più celebre delle “statue parlanti” della città. Sin dal XVI secolo per i romani fu una consuetudine appendere alle statue dei cartelli di sfottò, con tanto di versi satirici rivolti alle autorità. Lì nei paraggi troverete la celebre Chiesa di Santa Maria della Pace, che custodisce l’affresco dell’artista Raffaello e che raffigura Sibille e angeli. Il Chiostro del Bramante, proprio lì accanto, è un caposaldo del Rinascimento, ad oggi utilizzato come hub per le mostre d’arte. Questo chiostro è perfetto per concludere la giornata tra bar, trattorie e ristoranti.
Cosa fare e vedere a Roma (parte II)
I giardini, basiliche e un’antica piramide
Si comincia con il Vaticano. Se i Musei Vaticani e la Basilica di San Pietro sono assolutamente un must-see, esplorateli da una prospettiva inconsueta e diversa dalle solite visite standard consigliate dai tour operator. Prenotate dunque una visita ai Giardini Vaticani (la cui superficie occupa quasi il 50% dell’intera Città del Vaticano) costellati da fortezze, monumenti, grotte e fontane. Partendo da Piazza San Pietro, camminate Via della Conciliazione in direzione del Castel Sant’Angelo. Restate abbagliati dal profilo della fortezza del Papa, proseguite verso il fiume in direzione sud e imboccate la Via della Lungara per arrivare in Trastevere. Famosissimo, vivace e ricco di vita, questo quartiere romano è salito agli onori della cronaca per la sua atmosfera unica, le trattorie tradizionali, i bar e i caffè molto frequentati dai turisti. Le sue viuzze m acciottolate nascondono anche alcuni tesori dell’antichità. Il primo della lista è Villa Farnesina, un edificio del cinquecento dalle linee armoniose le cui sale vantano incantevoli affreschi del pittore Raffaello e altri grandi maestri antichi. Andando avanti, trovate la Basilica di Santa Maria in Trastevere: probabilmente il luogo di culto più storico di Roma dedicato alla Vergine Maria. L’esterno della basilica, sebbene sia abbastanza sobrio, custodisce un mosaico sfarzoso absidale risalente nientedimeno che al XII secolo. Dopo che avrete attraversato il Viale di Trastevere, troverete la zona meno turistica del rione che ha in serbo per voi due spettacolari opere d’arte. L’interno della Basilica di Santa Cecilia in Trastevere custodisce gelosamente la scultura di Stefano Maderno che raffigura la santa con un realismo fuori dal comune. La Chiesa di San Francesco d’Assisi a Ripa, invece, fa da straordinaria cornice a una delle opere più forti di Gian Lorenzo Bernini: “L’estasi della beata Ludovica Albertoni”. Chiusa questa parentesi artistica e architettonica, fate un radicale cambio d’atmosfera e dirigetevi a Testaccio, il caotico chiassoso mercato diurno e le sue popolari trattorie. Molte specialità gastronomiche della tradizione romana a base di interiora (il cosiddetto ‘quinto quarto’) sono nate esattamente qui, all’ombra dell’ex Mattatoio cittadino. A Testaccio, come in tante altre zone di Roma, “antico e moderno” vivono in simbiosi. Giusto per portare un esempio: Monte dei Cocci. Questa altura erbosa nel cuore pulsante del quartiere è fatta interamente di frammenti di anfore dell’era in cui Testaccio era il porto fluviale della capitale. Ad oggi, invece, è un susseguirsi di locali, bar e officine. A pochi metri da lì, l’appariscente Piramide di Caio Cestio risalente al I secolo a.C. Che dire del Palazzo delle Poste? Un palazzo rappresentativo dell’architettura razionalista del XX secolo. Al di là delle tombe e dei cipressi del Cimitero Acattolico per gli Stranieri, si respira un’aria romantica da epoca dei Grand Tour. Se vi restano ancora energie e tempo e a disposizione, concedetevi un’ultima tappa: il quartiere Ostiense. Qui è possibile ammirare interessanti opere di street art moderna e vivere appieno la movida romana. In alternativa, se siete stanchi ma affamati, potete optare per una delle numerose trattorie che sorgono a Testaccio e terminare il vostro tour gustando i classici della cucina romana.
