Cosa fare ad Abu Dhabi: musei, moschee e consigli per il soggiorno
Se pensate che Abu Dhabi sia una lunga distesa di sabbia arricchita da grattacieli che sfidano la gravità, vi sbagliate di grosso. Sebbene abbia quella tipica opulenza mediorientale che fa sembrare il marmo di Carrara una scelta di ripiego per il bagno degli ospiti, sotto l’apparenza c’è molto di più. La capitale degli Emirati Arabi è un faro di cultura internazionale, il paradiso per gli amanti dell’architettura e un luogo dove l’aria condizionata viene venerata come se fosse una divinità pagana. Mentre la vicina Dubai fa di tutto per attirare l’attenzione come un influencer di Instagram assetata di followers, Abu Dhabi adotta un approccio più colto, raffinato e ricco. Se state programmando una vacanza qui per fuggire dalla routine italiana, preparatevi a un viaggio che coniuga il fascino da “Mille e una notte” alla precisione di un orologio svizzero. Noi di Rottedadogno.it abbiamo preparato per voi una guida online per sopravvivere, e soprattutto, godervi la capitale emiratina.
Visitare la Moschea Grande dello Sceicco Zayed: alla scoperta del capolavoro dell’architettura islamica moderna
Iniziamo dal pezzo forte, la Sheikh Zayed Grand Mosque. Altro che le nostre chiese barocche e il loro profumo di incenso. Qui tutto è così candido, splendente e immacolato che vi serviranno gli occhiali da sole per visitare l’interno. Questa moschea è un capolavoro architettonico monumentale che può ospitare oltre 40.000 fedeli. Per darvi un’idea delle proporzioni geometriche, la Sheikh Zayed Grand Mosque ospita il tappeto annodato a mano più grande del mondo (circa 5.700 metri quadrati, praticamente quanto 3 campi da calcio della Serie A). Inoltre possiede lampadari in cristallo Swarovski placcati d’oro che farebbero sembrare minimalista il salotto di una nonna siciliana (senza offesa).
Un piccolo consiglio per evitare incidenti diplomatici: il codice di abbigliamento è molto rigido. Le donne devono coprirsi interamente fino alle caviglie e ai polsi, velo in testa incluso. Gli uomini non possono indossare pantaloncini corti. Se vi presentate vestiti come per una grigliata del 1° maggio, vi rimanderanno indietro senza tanti giri di parole. Ma una volta varcata la soglia, il silenzio, i riflessi delle vasche d’acqua circostanti e la maestosità del luogo vi lasceranno a bocca spalancata. Un piccolo shock per noi italiani, abituati alle code caotiche dei nostri musei? Qui tutto scorre con una precisione chirurgica e flussi di visitatori gestiti meglio di una catena di montaggio.
Esplorare il Louvre Abu Dhabi su Saadiyat Island: un viaggio nell’arte e nella storia globale
Spostiamoci sull’isola di Saadiyat, il vero e proprio cuore culturale della città. Qui sorge il Louvre Abu Dhabi, e no, non avete letto male. Non siete a Parigi e non c’è la Gioconda a guardarvi con il suo sguardo di virtuosa condanna. Frutto di un accordo miliardario con il governo francese, questo museo è un’opera d’arte già solo da fuori. L’architetto Jean Nouvel ha progettato una grande cupola metallica traforata che pesa quasi quanto la Torre Eiffel. Quando ad Abu Dhabi il sole picchia forte (ovvero quasi tutto il giorno), i raggi solari filtrano attraverso la struttura e creano l’effetto “pioggia di luce”. In pratica un gioco di ombre e chiaroscuri che fa impazzire gli obiettivi degli iPhone.
All’interno la collezione è organizzata in ordine cronologico, unendo culture diverse nello stesso spazio temporale per mostrare le connessioni dell’umanità. Troverete manufatti millenari accanto a capolavori di Picasso e Van Gogh. Passeggiare tra queste sale galleggianti sull’acqua del Golfo Persico dà una strana sensazione di benessere. Inoltre, per noi italiani c’è sempre quell’orgoglio patriottico che scatta quando, in mezzo a tanta modernità, intercettiamo un’opera del Rinascimento o un reperto romano. La tentazione di dire ad alta voce “Eh ma questa viene da noi…” è forte, ma vi prego, trattenetevi.
Ammirare i fasti di Qasr Al Watan: tour all’interno del maestoso Palazzo Presidenziale degli Emirati
Se pensavate che la Reggia di Caserta o Versailles fossero il top dello sfarzo e del fasto reale, Qasr Al Watan vi costringerà a tacere. Questo non è un semplice palazzo storico: è il palazzo presidenziale tuttora in uso per le visite di Stato, aperto al pubblico per mostrare l’eredità culturale della nazione. Per muovere le porte d’ingresso, realizzate in legno massiccio d’acero e intarsiate d’oro a 23 carati, ci vorrebbe una squadra di sollevatori di pesi (giusto per darvi un’idea). La Grande Sala centrale è un tripudio di cupole, mosaici geometrici e specchi. C’è anche una scultura d’oro gigante a forma di gabbia che racchiude una citazione dello Sceicco Zayed sulla ricchezza del sapere. È tutto così maestoso e impeccabile da non sembrare neppure vero. Camminando sui marmi lucidi, vi verrà spontaneo controllare se le suole delle vostre scarpe siano pulite per evitare di lasciare impronte sul pavimento.
Sperimentare la cucina locale e il rituale del caffè arabo: guida alla gastronomia tradizionale
Apriamo una parentesi fondamentale per la serenità mentale di ogni viaggiatore italiano: il cibo e, soprattutto, il caffè. Diciamoci la verità, noi italiani partiamo per il mondo convinti di possedere il monopolio del gusto e, non appena varchiamo il confine, iniziamo a soffrire di crisi d’astinenza da caffè espresso del bar. Ad Abu Dhabi l’esperienza gastronomica è una “Babele di sapori” grazie alla presenza di chef pluristellati provenienti da ogni angolo del mondo e a ristoranti indiani, libanesi e cinesi da urlo.
Ma quando ordinerete il caffè arabo, preparatevi psicologicamente. Non aspettatevi la tazzina ristretta e bollente di caffè di Napoli che vi dà la sveglia alle 8 del mattino. Il caffè tradizionale qui (la Gahwa) viene servito da una caffettiera d’argento dal becco allungato chiamata Dallahin tazzine senza manico. È un infuso leggero, aromatizzato al cardamomo e allo zafferano, dal colore tendente al verdastro-dorato. Praticamente non c’entra niente col nostro caffè. Si beve accompagnato da datteri dolcissimi per bilanciare l’amaro delle spezie. All’inizio vi sembrerà di bere un brodino, ma dopo il terzo sorso ne apprezzerete il sapore. Se invece cercate un espresso all’italiana, lo troverete ovunque. Però rassegnatevi perché lo pagherete quanto un intero pranzo in una trattoria.
Gestire gli spostamenti, il clima e la sicurezza: consigli per organizzare il soggiorno
Pianificare un viaggio ad Abu Dhabi richiede un minimo di strategia, soprattutto per quanto riguarda le condizioni meteorologiche. Se decidete di andare tra giugno e settembre, sappiate che il clima non è semplicemente “caldo”. È proprio un caldo che rasenta la temperatura del sole. Parliamo di temperature che superano i 45 gradi e un tasso di umidità che vi farà rimpiangere la nebbia della Pianura Padana. Il periodo ideale va da ottobre ad aprile, quando le temperature sono gradevoli e permettono di godersi le spiagge dell’isola di Corniche o di Saadiyat senza rischiare la combustione spontanea.
Per quanto riguarda i trasporti, dimenticate le passeggiate a piedi. Le distanze sono immense e la città è progettata per le auto. I taxi hanno buone tariffe, sono puliti e dotati di aria condizionata regolata su temperature polari (portatevi sempre un maglioncino se non volete tornare in Italia con una bronchite fulminante). La moneta locale è il Dirham, ma potrete pagare anche un singolo dattero con l’Apple Pay o la Mastercard. Concludiamo col capitolo sicurezza. Abu Dhabi è una delle città più sicure al mondo. Potete dimenticare la borsa aperta sul tavolo del bar, il telefono sul sedile del taxi e nessuno, dico nessuno, toccherà mai nulla. Insomma, un paradiso per la serenità mentale.
