Cosa vedere a Casablanca: itinerari tra mare, architettura e cultura
Abbiamo parlato di Fez, abbiamo parlato di Marrakech e adesso non possiamo non parlarvi anche di Casablanca. Se quando sentite nominare la parola Casablanca la vostra mente immagina vun fumoso bar in bianco e nero, con l’attore Humphrey Bogart che guarda negli occhi Ingrid Bergman sussurrando battute mentre un pianista suona “As Time Goes By”, beh, allora mi duole dirvi che siete rimasti indietro di qualche decennio. O forse siete solo degli inguaribili romantici. La realtà, però, vi colpirà non appena metterete piede fuori dall’aeroporto Mohammed V: la Casablanca di oggi non ha tempo per il vintage. Questa è una mega-città dinamica, caotica, sfrontata e viva nel senso letterale del termine. Adagiata sulla costa atlantica del Marocco occidentale, circa 90 km a sud della capitale Rabat, “Casa” – come la chiamano i suoi abitanti – è il vero motore economico e finanziario del Marocco. Non aspettatevi la classica pace del deserto o l’atmosfera da fiaba “Mille e una notte” che si respira nei vicoli di Marrakech. Casablanca è tutta un’altra cosa.
Casablanca è il Marocco che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici, una “California nordafricana” dove i minareti sfiorano i grattacieli e l’odore dell’oceano si unisce a quello del caffè espresso e della menta fresca. Prendete quindi i vostri occhiali da sole migliori, delle scarpe comode e una buona dose di ironia, perché esplorare questa città è un’avventura che richiede energia ed elasticità mentale. Dimenticate i cliché dei film e preparatevi a scoprire una metropoli che sa essere sia chic che caotica nello spazio di un solo isolato. Il nostro viaggio a Casablanca comincia da qui. Buona lettura.
La Moschea di Hassan II: una meraviglia sospesa sull’oceano
Non si può iniziare alcun itinerario a Casablanca senza rendere omaggio alla maestosa Moschea di Hassan II. Immaginate un edificio così grande da poter ospitare l’equivalente di una cittadina di medie dimensioni al suo interno. Poi posizionatelo su una lingua di terra protesa sull’oceano. Il risultato è strabiliante. Con il suo minareto che svetta per duecento metri verso il cielo, stabilendo primati di altezza che farebbero invidia a molti grattacieli moderni, la moschea è un capolavoro assoluto di artigianato marocchino. Il dettaglio più spettacolare è senza dubbio il pavimento di vetro in alcune sezioni della sala principale, che permette ai fedeli di pregare guardando le onde del mare che si infrangono sottostante.
Certo, per noi comuni mortali e visitatori stranieri l’accesso è consentito solo tramite visite guidate, ma l’esperienza vale ogni singolo centesimo del biglietto. Camminare sui marmi pregiati, ammirare i soffitti in legno di cedro intagliato a mano e perdersi tra i dettagli di stucco e piastrelle zellige è il modo perfetto per comprendere la grandiosità della cultura marocchina. Una menzione d’onore va al tetto apribile: in soli 3 minuti la cupola può spalancarsi per far entrare la brezza marina e la luce del sole. (Praticamente la versione sacra e monumentale di una decappottabile di lusso!). Se riuscite, programmate la visita nel tardo pomeriggio. Quando il sole comincia a tramontare la pietra bianca e rosa della moschea si tinge di sfumature dorate che manderanno in visibilio il vostro profilo Instagram.
Rick’s Café: un miraggio di Hollywood in salsa marocchina
A questo punto del viaggio a Casablanca la vostra fame comincerà a farsi sentire e la tentazione di cedere al richiamo del cinema sarà troppo forte. È il momento di fare un salto al Rick’s Café. Chiariamo subito un malinteso storico per evitare delusioni: il film del 1942 non è mai stato girato a Casablanca, bensì negli studi della Warner Bros a Burbank, in California. Tuttavia, una donna americana in pensione di nome Kathy Kriger ha deciso che la città non poteva fare a meno del suo locale più famoso e di punto in bianco ha ricreato il celebre bar all’interno di un’antica dimora di Casablanca. Entrare qui dentro è come fare un salto temporale nel passato.
L’ambiente del Rick’s Café è una combinazione di archi intagliati, piante tropicali, lampade d’ottone e un pianoforte a coda che sembra aspettare solo che qualcuno suoni la melodia giusta. Il personale indossa il fez d’ordinanza e l’atmosfera è molto cinematografica, al limite del nostalgico. Potete fermarvi per un cocktail o per una cena a base di pesce fresco. I prezzi ahimè sono un po’ alti, ma d’altronde state pagando il biglietto per un sogno hollywoodiano perfettamente impacchettato. Sorridete, guardatevi intorno con aria incuriosita e chissà, forse vedrete spuntare un agente segreto da dietro una colonna.
La Vecchia Medina: un labirinto di storia a misura d’uomo
Dopo il lusso finto-vintage del Rick’s Café, è tempo di immergersi nella storia antica della città visitando la Vecchia Medina. Rispetto ai mercati di Fez o Marrakech, la medina di Casablanca è decisamente più raccolta e, per certi versi, più gestibile per un turista moderno. Racchiusa in parte dalle antiche mura settecentesche, questa zona della città offre uno spaccato di vita quotidiana rimasto immutato nel tempo. Qui non troverete solo negozi di souvenir per turisti, ma veri e propri mercati rionali dove gli abitanti acquistano spezie coloratissime, olive lucide da far girare la testa e verdure fresche.
Perdersi tra i vicoli è un obbligo morale. Lasciatevi guidare dai profumi del pane appena sfornato e dal suono dei venditori ambulanti. L’architettura comprende case tradizionali in pietra e piccoli laboratori artigianali dove si riparano scarpe o si tessono tappeti. È il luogo ideale per mettere alla prova le vostre doti di contrattazione: ricordate che mercanteggiare è un’arte nobile che richiede pazienza, sorrisi e una fermezza assoluta. Se riuscite a portarvi a casa un paio di babbucce di pelle senza aver speso una fortuna, potrete considerarvi ufficialmente promossi al rango di turisti “level pro”.
Habous: la Nuova Medina
Se pensate che Casablanca sia solo tradizione islamica e vicoli medievali, preparatevi a cambiare radicalmente idea non appena raggiungerete il quartiere di Habous, noto anche come la Nuova Medina. Costruito dai francesi negli anni 20 del ‘900 durante il periodo del protettorato, questo quartiere rappresenta un esperimento architettonico unico al mondo. Gli urbanisti dell’epoca tentarono di fondere le strutture tradizionali marocchine con i comfort moderni e lo stile Art Déco occidentale. Il risultato è un quartiere armonioso e pulito, caratterizzato da portici in pietra, piazzette eleganti e palazzi dalle linee pulite ed eleganti.
Passeggiare per Habous è un’esperienza rilassante e a tratti surreale. Le strade sono ordinate e ospitano alcune delle migliori librerie della città, negozi di artigianato di alta qualità e, soprattutto, la famosa Pasticceria Bennis Habous. Trovare questo “tempio del glucosio” è facile: basta seguire l’odore di mandorle e miele che si diffonde nell’aria. Entrate e provate ad ordinare “corna di gazzella” e dolcetti al sesamo. Abbinate il tutto a un bicchiere di tè alla menta bollente versato dall’alto (per creare la tipica schiumetta protettiva) e avrete raggiunto l’apoteosi del palato e dei sensi. Il quartiere ospita anche il Palazzo Reale e il Mahkama du Pacha, uno splendido edificio giudiziario che sembra uscito da un racconto dell’Alhambra, tra cortili interni e stucchi finissimi che vi faranno finire la batteria dello smartphone a furia di scattare foto.
Place Mohammed V e Boulevard Mohammed V: il modernismo d’oltremare
Per continuare il viaggio nel tempo attraverso l’architettura cittadina di Casablanca, spostatevi verso il centro moderno. In particolare intorno a Place Mohammed V e Boulevard Mohammed V. Questa zona è un vero e proprio museo a cielo aperto dedicato all’architettura degli anni Trenta e Quaranta. Gli architetti francesi dell’epoca videro in Casablanca una tela bianca su cui sperimentare le teorie del modernismo e dell’Art Déco, dando vita a uno stile ibrido battezzato “Mauresque”. Gli edifici presentano facciate bianche dalle linee geometriche decise, arricchite però da dettagli ornamentali tipici dell’arte islamica, come fregi in gesso e balconi in ferro battuto.
Molti di questi palazzi storici oggi mostrano i segni del tempo, con quella decadenza affascinante che solo le grandi città di mare sanno indossare con classe. Guardate in alto mentre camminate: scoprirete logge eleganti, vecchie insegne commerciali che sembrano uscite da una rivista d’epoca e finestre a oblò che richiamano lo stile dei grandi transatlantici. È una parte di Casablanca che spesso i turisti frettolosi trascurano, ma che racchiude la vera anima cosmopolita e d’avanguardia che ha caratterizzato la città nel corso dell’ultimo secolo.
La Corniche: il richiamo dell’oceano tra stile e tintarella
Dopo tanta cultura e chilometri macinati sull’asfalto, il vostro corpo chiederà a gran voce una pausa. La risposta perfetta è la Corniche, il lungo viale marittimo che costeggia l’oceano nel quartiere residenziale di Ain Diab. Questa è la spiaggia di Casablanca, il luogo dove la città si spoglia della sua veste formale e lavorativa per indossare il bikini e i pantaloncini corti. La Corniche è costellata di beach club esclusivi con piscine d’acqua salata, ristoranti di lusso, discoteche alla moda e caffè all’aperto dove vedere e farsi vedere.
Di giorno la spiaggia si riempie di giovani che giocano a calcio sul bagnasciuga, famiglie a passeggio e surfisti che sfidano le onde. Di sera
l’intera zona si trasforma nel centro della vita notturna. Se volete respirare l’energia della gioventù locale, questo è il posto giusto. Sorseggiate una bibita fresca guardando l’oceano “infuriato” e godetevi lo spettacolo di una città che sa come divertirsi senza troppi pensieri.
Casablanca: istruzioni per l’uso e consigli pratici
Esplorare Casablanca richiede anche un minimo di strategia logistica, soprattutto quando si parla di trasporti. Il modo migliore per spostarsi tra i vari quartieri senza spendere una fortuna e senza rischiare la vita nel traffico cittadino è utilizzare i Petit Taxi. Queste piccole automobili, rigorosamente di colore rosso acceso, sono ovunque e rappresentano un’esperienza sociologica a sé stante. Ricordate sempre di verificare che il tassista prema il pulsante del tassametro non appena salite a bordo. Non fidatevi se dice che è rotto. Scendete con un sorriso e cercatene un altro: ce ne saranno almeno altri 10 pronti dietro l’angolo.
Non stupitevi se il conducente si fermerà lungo la strada per far salire altri passeggeri che vanno nella vostra stessa direzione. Condividere il taxi è la norma e spesso vi permetterà di assistere a conversazioni animate in lingua araba dialettale marocchina, francese e gesti universali. Se preferite una soluzione più tecnologica e meno stressante, la città vanta una rete di tram modernissimi, puliti ed efficienti che collegano le principali attrazioni turistiche con i quartieri periferici, permettendovi di viaggiare in totale comfort a prezzi esigui.
Il gran finale davanti a un tramonto indimenticabile
Il vostro viaggio a Casablanca non può che concludersi dove è iniziato, di fronte all’infinità del mare. Scegliete un piccolo bar lungo la costa, ordinate l’ennesimo tè alla menta della giornata (ormai sarete diventati dipendenti dal suo sapore rinfrescante) e guardate il cielo colorarsi di viola e arancione. Casablanca potrà sembrarvi caotica e disorientante nei primi momenti, ma ha un fascino genuino che non vi lascerà indifferenti. Non è una città da cartolina patinata. È una città vera, che suda, lavora, progetta il futuro e ride ad alta voce. E alla fine della giornata, mentre le luci della grande moschea si accendono illuminando la notte, vi renderete conto che la vera Casablanca è migliore di qualsiasi vecchio film hollywoodiano.
