Cosa vedere ad Atene: itinerari tra Acropoli, Arco di Adriano e consigli utili
Atene, nota a tutti anche come “la Parigi dell’Est”, è come quell’amico un po’ punk che si presenta all’aperitivo in tuta, ma poi ti cita Aristotele a memoria. In pratica la perfetta fusione tra rovine maestose e palazzi decadenti, che ti viene voglia di aprirgli un crowdfunding. Atene vive perennemente in bilico tra un glorioso passato da enciclopedia Treccani e quell’ansia contemporanea che ti fa pensare: “Viva il caos”. Qui la vita vera e il clubbing non si nascondono nei locali pettinati, ma esplodono proprio in mezzo ai sassi millenari, sotto gli occhi dell’Acropoli che giudica tutti dall’alto come l’influencer più snob dei social. Tra gallerie d’arte per palati fini, cinquantenni accaniti che parlano di politica al bar (neanche fossero ospiti di un un talk show) e km di street art sui muri, l’hype è a livelli massimi.
Consiglio d’oro e regola basic per sopravvivere ad Atene: strappate l’agenda cartacea, chiudete l’app di Google Maps e accettate il disordine. Fidatevi, ne uscirete vivi e persino arricchiti. Per evitarvi di vagare come anime in pena alla ricerca del locale giusto di Atene, noi di Rottedasogno.it vi abbiamo preparato un itinerario di 3 giorni per svoltare la vostra vacanza, sbloccare ricordi memorabili e fare scorta di scatti fotografici per i vostri profili social. Buona lettura.
Cosa vedere ad Atene il primo giorno: spoiler, si cammina parecchio
Per capire dove siete girati, si parte dal pezzo forte: l’Acropoli. Lassù c’è il Partenone che vi fissa dall’alto e vi ricorda che, mentre voi faticate a finire un puzzle, i greci 2000 anni fa hanno tirato su quel capolavoro. Che differenza, eh? Ironia a parte, dopo aver fatto tappa al Partenone, rotolate giù fino all’Agorà Romana. All’epoca era il centro dello shopping cittadino, molto più grande di quello che è rimasto oggi. Spoiler: si vede quasi tutto da fuori, ma pagate il biglietto ed entrate. Vale la pena fare i guardoni da vicino per la Porta di Atena Archegetis (l’ingresso vip del mercato), la moschea ottomana e la Torre dei Venti, che è un’invenzione geniale che fa sembrare i nostri smartwatch degli strumenti arcaici e medievali. Già che ci siete, fate un salto anche all’Antica Agorà, il vero cuore del gossip commerciale e politico dal VI secolo a.C. Qui il caro vecchio Socrate faceva “lo splendido” spiegando la filosofia ai passanti e San Paolo predicava il Vangelo: insomma, dinamiche da Twitter ma dal vivo.
Ad un certo orario la fame si fa sentire, quindi scatta un pranzo tattico da Thanasis. È una specie di tempio del fast food locale dove dovete assolutamente ordinare un kebab con pita, pomodori grigliati e cipolle (un salvavita per il portafoglio, un po’ meno per il vostro alito). Potete divorarlo guardando il disagio dei passanti. Per digerire urge sfilata di vetrine in via Adrianou nel quartiere di Plaka, che fa subito “turista vero”. La ciliegina sulla torta è il Museo dell’Acropoli. Spoiler numero 2: è costruito sopra degli scavi archeologici veri, visibili grazie ai pavimenti in vetro. Praticamente camminerete nel vuoto sopra la storia, mentre intorno ci sono i tesori pazzeschi del V secolo a.C., ovvero il periodo in cui i greci hanno deciso di asfaltare il resto del mondo a livello artistico.
Al tramonto unitevi agli altri turisti che passeggiano in Dionysiou Areopagitou e salite sulla Collina di Filopappo, detta anche “Collina delle Muse”. Insieme alle colline della Pnice e delle Ninfe fu, secondo Plutarco, il luogo in cui Teseo e le Amazzoni si affrontarono in battaglia. Oggi questa altura colma di alberi di pino è uno tra i luoghi da visitare ad Atene per conoscerla davvero. Rappresenta una meta rilassante per fare una passeggiata, nonché un punto strategico per fotografare l’Acropoli. Inoltre su questa collina si trovano anche alcune rovine molto suggestive.
A cena potete andare a mangiare presso il ristorante Strofi, per assaporare grigliate di carne e di pesce davanti all’Acropoli. Guardate un film all’aperto al Thission o al Cine Paris di Plaka. Se invece fa freddo, bevete un drink al Brettos: locale piccolo, molto retrò, con pareti ricoperte da bottiglie e tante botti qui e là. Brettos propone vini, ouzo, brandy e altri liquori della casa.
Cosa vedere ad Atene il secondo giorno: divise, cantieri e maratone
Si riparte per il secondo round. Prima tappa: la Tomba del Milite Ignoto. Qui non potete perdere il cambio della guardia degli evzones: i soldati scelti che compongono la Guardia Presidenziale greca. Sfilano in una divisa tradizionale con un gonnellino a pieghe e dei naccari ai piedi, che vi faranno rivalutare qualsiasi vostro look azzardato del passato. Subito dopo andate a rifarvi gli occhi al Museo Benaki della Cultura Greca: c’è dentro così tanta roba che vi riassumerà secoli di storia greca in un solo colpo (senza il trauma delle interrogazioni del liceo).
Finita questa dose quotidiana di cultura, fate rotta verso sud attraversando i giardini del Museo Bizantino e Cristiano. Qui potete fare i “finti intellettuali” ammirando i resti dell’antico acquedotto di Pisistrato, prima di approdare allo Stadio Panatenaico. Parliamo di un’arena tutta in marmo del IV secolo a.C., restaurata per ospitare le prime Olimpiadi del 1896. È il posto ideale per scattare una foto fingendo di aver appena corso una maratona (Un consiglio: non fatelo, c’è molta pendenza…finireste per avere uno svenimento).
Subito dopo vi aspetta il Tempio di Zeus Olimpio. È il tempio più grande della Grecia ma, soprattutto, detiene il record mondiale per il cantiere più lento della storia: iniziato nel VI secolo a.C., lo hanno finito nel 131 d.C. In pratica, la Salerno-Reggio Calabria dell’antichità. Ironia a parte, completate il vostro giro turistico all’Arco di Adriano, una sorta di dogana del 132 d.C. che l’imperatore ha eretto per dire a tutti: “Da qui in poi le cose fighe le ho fatte io, dietro c’è la roba vecchia”.
Cosa vedere ad Atene il terzo giorno: overdose di cultura e shock al mercato
Il terzo giorno “si salvi chi può”. La mattinata inizia soft (si fa per dire) al Museo Archeologico Nazionale. Parliamo della collezione di antichità greche più prestigiosa a livello planetario, ospitata in un palazzo ottocentesco decisamente grande. Ci sono oltre 10.000 pezzi tra sculture, ceramiche, gioielli e affreschi. Spoiler: non riuscirete a vedere tutto nemmeno se vi mettete i pattini. Ma rassegnatevi, ogni singola statua che incrocerete vi farà sentire geneticamente inferiori. Uscirete da lì con gli occhi a cuoricino e una discreta “sindrome di Stendhal”.
A questo punto, per resettare il cervello dal “troppo bello”, fate una camminata (o prendete un bus se le vostre gambe hanno chiesto il divorzio) verso il Mercato Centrale di Atene, noto anche come Varvakios Agora. Qui l’atmosfera cambia di botto: è il paradiso dei buongustai con lo stomaco di ferro. Troverete il settore della carne e del pesce popolato da agnelli appesi che vi fissano e pesci dagli occhi fin troppo brillanti. Il tocco vintage? I venditori urlano come nessuno mai e ignorano qualsiasi direttiva igienica dell’Unione Europea (continuando a sfilettare la merce su ceppi di legno massiccio dall’igiene discutibile). Il consiglio Level Pro è andarci la mattina presto o a tarda sera, perché le taverne storiche lì dentro non chiudono mai e servono piatti tradizionali buonissimi.
Gran finale: cene segrete, panorami da urlo e serate alternative
Se volete fare come gli atenesi, c’è una tappa obbligatoria che non potete saltare: il Diporto Agoras. Dimenticate le insegne luminose e i “buttadentro”. Qui c’è solo una porta di legno mezza nascosta che vi catapulta dritti in una cantina dove il concetto di “menu” non è mai pervenuto (Vi sedete e vi portano quello che c’è). La specialità assoluta sono la revythia (una zuppa di ceci), seguita da pesce alla griglia e vino della casa spillato direttamente dalle botti di legno. Ah, i camerieri vi ignoreranno per tre quarti del tempo, ma questo servizio piacevolmente negligente fa totalmente parte dell’esperienza. Con lo stomaco pieno è tempo di fare un salto a Kolonaki, il quartiere “pettinato” di Atene, perfetto per fare window shopping davanti a vetrine di lusso. Se non avete ancora il cervello stanco e il fumo che vi esce dalle orecchie, il Museo di Arte Cicladica e il Museo Bizantino e Cristiano sono due gioiellini che meritano un sacco. Quando il sole inizia a tramontare, correte a prendere la funicolare per salire sulla Collina del Licabetto. Da lassù il panorama sulla città e sull’Attica vi farà scattare la foto della vita (quella da mettere come sfondo del telefono per i prossimi 2 anni). Per cena si torna giù: potete scegliere il Filippou, una taverna storica aperta nel 1923 e sempre strapiena di ateniesi che ne sanno. Oppure potreste cenare all’Oikeio, dove accaparrarvi un tavolo all’aperto, fare la radiografia ai passanti e mangiare da Dio senza dover chiedere un prestito in banca. Per completare la serata (e la vacanza) come si deve, avete due opzioni:
- I drink in stile “Milano bene”: andate a Syntagma in posti super cool come il Gin Joint o il leggendario Galaxy Bar per un cocktail da veri intenditori.
- La notte punk: se invece preferite una “birretta ignorante” (passateci il termine) lontana dalla gente con la puzza sotto il naso, fiondatevi a Exarhia. È il quartiere anarchico di Atene, tappezzato di graffiti e popolato da studenti universitari, artisti, immigrati e vecchi attivisti di sinistra. L’atmosfera è caotica, ribelle e meno altezzosa.
