Cosa fare a Valencia: guida tra mare, paella e Città delle Arti
Mettete in pausa il vostro feed di Instagram: se state ancora pensando a Barcelona per il vostro prossimo viaggio, siete rimasti indietro. Dovete assolutamente aggiornarvi. Oggi lo swipe a destra si fa solo su Valencia. La sorella minore di Barcelona è ormai la vera regina dei viaggi-weekend ed è in uno stato di grazia pazzesco. La città ha rifatto il look, trasformandosi in una sfilata a cielo aperto di architetti di fama mondiale che fanno a gara a chi stupisce di più. C’è il tocco di Sir Norman Foster con il fantascientifico Palacio de Congresos, il pluripremiato Veles i Vents di David Chipperfield che fluttua sul porto come un superyacht di design e ovviamente lei: la Ciudad de las Artes y las Ciencias, il capolavoro firmato da Santiago Calatrava (colui che progetta edifici che sembrano astronavi). In poche parole a Valencia c’è tantissima carne al fuoco e il rischio di perdersi il meglio è dietro l’angolo. Se state pianificando il vostro prossimo weekend a basso costo in Spagna, niente panico: preparate la valigia e seguite la nostra guida per gustarvi il meglio di Valencia, tra mare, paella e la Ciudad de las Artes y las Ciencias.
Cosa fare a Valencia il primo giorno: buon cibo, storia e vibe hipster
Sveglia presto, scarpe comode e zero sensi di colpa: il primo giorno si esplora il cuore storico di Valencia. Spoiler: c’è da camminare, ma soprattutto da mangiare.
Ore 09:00 – Colazione da local al Mercado Central
Iniziate il vostro primo giorno a Valencia dove batte il cuore (e lo stomaco) della città. Il Mercado Central al mattino è un tripudio di colori, profumi e urla dei venditori del mercato. È il luogo perfetto per fare le vostre prime storie di Instagram e acquistare frutta fresca.
Ore 10:30 – Vibes medievali a La Lonja
Attraversate la strada e fate un salto nel passato nel Gotico. La Lonja è patrimonio UNESCO ed è l’antico Wall Street della seta. L’architetto Pere Compte l’ha progettata mentre era in uno stato di grazia divino. Il cortile interno, pieno di alberi di agrumi, è l’oasi di pace di cui non sapevate di aver bisogno.
Ore 13:30 – Il rito sacro: Paella da Navarro
Siete in Spagna, quindi vietato sedersi a tavola prima di quest’ora. Per la prima paella della vostra vacanza andate sul sicuro da Navarro, un posto approvato al 100% dai valenciani doc. Regola d’oro: la paella non è un cibo, è una religione. Godetevi la socarrat(la crosticina sul fondo) e non osate chiedere il cappuccino dopo.
Ore 15:30 – Smaltimento delle calorie in Cattedrale
Mentre la città si ferma per la siesta e tutto chiude, la Cattedrale resta aperta. Coincidenze? Noi non crediamo. Entrate a dare un’occhiata al vero Santo Graal (sì dice sia proprio quello) e poi affrontate la sfida finale: salire in cima al campanile del Miguelete. I gradini sono tanti, ma proprio tanti. Ma il panorama sulla città vi ripagherà di ogni goccia di sudore.
Ore 17:30 – Sotterranei e resti romani a La Almoina
Se vi è rimasta un briciolo di energia, scendete sotto il livello della strada a La Almoina. È una sorta di lasagna storica: in pochi metri quadrati trovate terme romane, reperti visigoti, un forte moresco e un cimitero reale. Per farla breve è un viaggio nel tempo senza bisogno della DeLorean.
Dalle ore 19:30 a notte fonda – Russafa: vintage, tapas & cocktail
Quando tramonta il sole, è ora di spostarsi a Russafa, il quartiere super moderno di Valencia. Arrivate un po’ prima per fare shopping nei negozi vintage, poi dritti all’Ubik Café per un aperitivo tra i libri. Per cena avrete l’imbarazzo della scelta: potete perdetevi tra i mille tapas bar della zona e chiudere la vostra serata in bellezza con un cocktail sartoriale a La Fustería.
Cosa fare a Valencia il secondo giorno: astronavi futuristiche, vibes bohémienne e cocktail
Se il primo giorno avete fatto un tuffo nella storia, il secondo giorno preparate gli smartphone. Si passa dal futuro ai quartieri più hipster e intellettuali della città. Caricate il cellulare al 100% di batteria, ne avrete bisogno.
Ore 09:30 – La Ciudad de las Artes y las Ciencias
Salite su un autobus e preparatevi a sgranare gli occhi. Benvenuti nel regno di Santiago Calatrava. Questo posto non è un semplice complesso di edifici, è un set cinematografico di fantascienza a cielo aperto.
- Palau de les Arts Reina Sofía: un teatro dell’opera che sembra il casco di un Cavaliere dello Zodiaco o un’astronave pronta al decollo.
- L’Hemisfèric: un cinema IMAX a forma di occhio gigante che si specchia nell’acqua. Se non fate una foto simmetrica qui, vi revocano il passaporto.
- Museo de las Ciencias Príncipe Felipe: scordatevi i musei noiosi dove non si può toccare nulla. Qui vige la regola opposta. È enorme, interattivo e vi farà sentire dei piccoli Albert Einstein (anche se siete lì solo per i selfie). Dedicateci del tempo, ne vale la pena.
Ore 12:30 – passeggiata ecologica nel polmone verde
Quando si avvicina l’ora di punta, anziché riprendere i mezzi pubblici tornate verso il centro a piedi attraversando i Jardines del Turia. Piccola chicca di storia da sfoggiare con gli amici: una volta qui ci scorreva un fiume vero. Poi, stufi delle inondazioni, i valenciani hanno deviato il corso dell’acqua e trasformato il vecchio letto del fiume in un parco che attraversa tutta la città. Praticamente una brillante iniziativa di carattere urbanistico.
Ore 13:30 – Pit-stop gourmet a L’Eixample
La lunga camminata vi ha messo fame? Ottimo. Dirigetevi verso il quartiere chic di L’Eixample. Il posto perfetto si chiama La Gallineta. Qui la cucina locale incontra un tocco di modernità che vi farà dimenticare i km appena macinati. Ordinate senza rimpianti e godetevi il pranzo.
Ore 15:30 – Il tempio dell’Horchata al Mercado Colón
Dopo pranzo è tempo di fare i signori. Vi aspetta una tappa all’incantevole Mercado Colón, un gioiello di architettura modernista che sembra una cattedrale ma in realtà è il “paradiso per i golosi”. È il momento perfetto per testare l’elisir nazionale: la horchata(una bevanda rinfrescante fatta con la chufa, il cipero). Ha un sapore unico: o la amate al primo sorso o la odiate. Accompagnatela con i fartons (dei dolci soffici allungati) e immedesimatevi ufficialmente nel mondo dei valenciani.
Ore 16:30 – Shopping e ferrovie d’altri tempi
Sgranchite le gambe tra le boutique super curate di L’Eixample (occhio alla vostra Mastercard) e poi allungate il passo fino all’Estación del Norte. Avete capito bene, la stazione dei treni. Ma non una di quelle stazioni tristi a cui siamo abituati: questa è un capolavoro in stile Art Nouveau, decorata con mosaici di arance e azulejos che vi faranno venire voglia di scattare milioni di foto prima ancora di capire dove siano i binari.
Ore 18:30 – Benvenuti al Barrio del Carmen
Quando arriva la sera occorre cambiare totalmente atmosfera. Spostatevi al Barrio del Carmen, il cuore ribelle di Valencia vecchia. Qui i vicoli sono stretti, i muri sono pieni di street art e l’atmosfera diventa bohémienne. Fate un salto al Centro del Carmen (CCCC) per vedere quale mostra d’arte contemporanea c’è in programma e poi rigeneratevi al Café Museu, un locale che grida storie, chiacchiere e fascino intellettuale.
Ore 21:00 – Cena a piacere tra tradizione e fusion
Per cena Russafa ieri ha dettato legge, ma El Carmen non è da meno. Avete due opzioni per svoltare la serata:
- El Tap: se volete andare sul sicuro con tapas super raffinate, curate nei minimi dettagli e piene di sapore.
- Refugio: se vi sentiti audaci e volete provare piatti fusion creativi che mescolano sapori da tutto il mondo.
Ore 23:00 – Il gran finale a ritmo di Jazz
Per chiudere la vostra giornata da veri intenditori, spostatevi da Jimmy Glass. È uno dei jazz club più famosi d’Europa: luci soffuse, l’atmosfera fumosa dei vecchi locali di New York, un cocktail fatto come si deve tra le mani e ottima musica dal vivo. Il modo perfetto per brindare al vostro secondo giorno di vacanza.
Cosa fare a Valencia il terzo giorno: vivere la città come un “local”
Inutile girarci intorno: i monumenti sono belli, ma il vero capolavoro di Valencia sono i valenciani. Hanno quel ritmo nel sangue e quell’accoglienza calorosa che vi fanno dimenticare di essere un turista con Google maps aperto sul telefono. Se nei primi due giorni avete fatto i bravi visitatori, il terzo giorno si va oltre le apparenze. Direzione: i quartieri dove si vive la vera vita spagnola.
El Cabanyal: il quartiere che profuma di sale e tradizione
Perdersi tra i vicoli del centro storico è fantastico, ma rischiate di dimenticare un dettaglio fondamentale: Valencia ha un mare incredibile e un porto che racconta storie di secoli e secoli. Per rimediare potete infilarvi a El Cabanyal, ossia l’ex quartiere dei pescatori. Qui troverete case caratteristiche ricoperte di piastrelle colorate, i vestiti della gente che vive lì stesi al sole e un’atmosfera modesta. È il luogo ideale per respirare la vera anima marittima della città, lontano dai cliché.
Benimaclet: l’anima indie e rivoluzionaria di Valencia
A prima vista potrebbe sembrarvi solo un reticolo di casette nate per gli operai. Ma non fatevi ingannare dalle apparenze. Benimaclet è il quartier generale di artisti, studenti e attivisti. Tra bar alternativi e spazi culturali autogestiti, c’è sempre un evento dietro l’angolo. La sostenibilità, il progresso sociale e idee rivoluzionarie qui sono di casa. Il luogo perfetto per concludere in bellezza il vostro soggiorno valenciano.
