Cosa fare a Seul: guida ai quartieri, street food e luoghi imperdibili
Cancellate dalla vostra mente l’idea che per viaggiare nel tempo servano strani esperimenti di fisica quantistica. Vi basta un biglietto aereo di sola andata per l’aeroporto di Incheon. Benvenuti a Seul, la città che ha deciso di hackerare lo spazio-tempo fondendo insieme palazzi reali del 1200, grattacieli che sembrano navicelle spaziali e una quantità di luci al neon che farebbe venire il mal di testa persino a un Transformer. Se siete cresciuti a pane e serie tv coreane su Netflix e tutorial di skincare, preparatevi: questa megalopoli da 10 milioni di abitanti diventerà il vostro nuovo luna park personale.
Proprio come a Singapore, a Seul non si dorme. O meglio, si dorme solo quando i negozi di cosmetici chiudono (cioè quasi mai) e quando i chioschi di pollo fritto finiscono le scorte a notte fonda. A Seul la vita viaggia a una velocità doppia rispetto al resto del mondo, spinta dall’energia del K-Pop e da giovani che dettano legge sulle tendenze internazionali. Cari turisti di tutto il pianeta, svuotate le vostre valigie per fare spazio ai futuri acquisti, comprate un caricabatterie portatile bello potente (per non rischiare di rimanere a secco) e preparatevi a scoprire come l’antico regno della dinastia Joseon sia diventato la capitale mondiale del futuro, del cibo piccante e dello stile.
Hongdae, dove la giovinezza non dorme mai
Se c’è un posto che incarna perfettamente l’anima della gioventù coreana, quel posto è senza dubbio il quartiere di Hongdae. La zona ruota attorno alla Hongik University, il che significa che l’intera area è colonizzata da studenti universitari, artisti di strada, aspiranti idol e modaioli con outfit che noi umani possiamo solo sognare. Camminare lungo la via principale del quartiere nel tardo pomeriggio significa assistere a un festival a cielo aperto dove gruppi di ragazzi si sfidano a colpi di coreografie pop, mentre poco più in là cantautori indie cercano di conquistare il cuore dei passanti.
Ma Hongae non si limita all’intrattenimento per le strade di Seul. Questo è il quartier generale della vita notturna cittadina, un labirinto di vicoli dove i pub coreani si alternano a discoteche sotterranee che pompano musica techno o hip hop fino a quando sorge il sole. La vera cultura giovanile qui si sperimenta nei locali dove si beve il soju, il famoso distillato locale che costa meno dell’acqua minerale e che possiede la capacità di farvi diventare brilli in meno di 5 minuti e fare amicizia con un intero tavolo di sconosciuti. La regola d’oro per sopravvivere a una notte a Hongdae è non pianificare niente. Lasciatevi trasportare dalle luci al neon e accettate il fatto che farete colazione con del pollo fritto alle 4 del mattino.
Un altro elemento fondamentale dell’esperienza in questo distretto, sono i famigerati studi fotografici self-service. Avete presente le nostre macchinette per le fototessera? Queste invece sono piccole sale fotografiche disseminate a ogni angolo di strada, piene zeppe di accessori assurdi come parrucche, cerchietti con orecchie di animali e occhiali giganti, dove i ragazzi si infilano per scattare strisce di foto ricordo da appendere in camera. È una specie di rituale sacro tra i giovani coreani e i turisti non possono dire di aver vissuto Hongdae senza una foto con un cappello a forma di rana in testa.
Il fascino senza tempo di Bukchon e dei palazzi reali
Dopo aver speso ogni singola energia mentale e fisica tra i club e lo shopping, potreste sentire il bisogno di una purificazione dell’anima o, più realisticamente, di un posto tranquillo dove curare i postumi del soju. La risposta perfetta a questa necessità si trova nel quartiere di Bukchon, una capsula del tempo architettonica incastonata proprio nel cuore della città. Qui le strade sono strette, l’asfalto lascia il posto ai ciottoli e i palazzoni di vetro scompaiono per fare spazio alle hanok, le abitazioni tradizionali coreane con i tetti dai bordi curvati all’insù che sembrano uscite direttamente da un dramma storico in costume.
Passeggiare per Bukchon richiede un certo rispetto, dato che molte di queste case sono ancora oggi residenze private, ma il senso di pace che si respira tra queste mura è impagabile. Il vero colpo di genio turistico da mettere in atto in questa zona consiste nel noleggiare un hanbok (l’abito tradizionale coreano) in uno dei tantissimi negozi specializzati nei dintorni. Vestirsi con queste tuniche colorate e ampie non vi farà soltanto sentire come dei nobili della dinastia Joseon pronti a governare il paese, ma vi garantirà anche un vantaggio economico non indifferente: l’ingresso gratuito in tutti i principali palazzi reali della città.
Il Palazzo Gyeongbokgung è il re indiscusso di queste attrazioni storiche. Si tratta del complesso reale più grande di Seul. È un’immensa distesa di padiglioni, laghetti coperti di ninfee e cortili cerimoniali dove ogni ora si tiene il cambio della guardia d’onore, un evento coreografico così preciso che vi farà dubitare delle vostre capacità di coordinazione motoria. Camminare tra questi templi del passato indossando i vestiti d’epoca, crea un contrasto surreale con i grattacieli super tecnologici che si vedono sullo sfondo. È l’occasione perfetta per scattare foto spettacolari da pubblicare sui vostri profili social.
Myeongdong, “la Mecca” dello shopping e della cosmesi
Esiste un luogo a Seul capace di far vacillare anche il conto in banca del turista più taccagno del pianeta e quel luogo si chiama Myeongdong. Se siete anche soltanto un po’ appassionate/i di cura della pelle, beauty mask o prodotti di bellezza coreani, entrare in questo quartiere equivale a varcare le porte del paradiso. Le strade di Myeongdong sono un assalto visivo e sensoriale continuo. C’è una sequenza interminabile di profumerie e negozi beauty con insegne giganti che vendono qualsiasi cosa possa rendere la vostra pelle giovane e luminosa come quella di una porcellana pregiata.
La competizione tra i vari brand di bellezza qui è talmente spietata che i commessi stazionano fuori dai negozi offrendo maschere in tessuto gratuite o gadget assurdi solo per convincervi a entrare nel loro punto vendita. Il consiglio per sopravvivere a Myeongdong è quello di partire con una lista ben chiara di ciò che vi serve, altrimenti vi ritroverete a tornare in hotel con scorte di crema alla bava di lumaca sufficienti a soddisfare le esigenze quinquennali di un intero condominio. Tra ingredienti insoliti come il veleno d’api, il ginseng rosso e l’estratto di perla, lo shopping cosmetico si trasforma in una vera e propria esperienza irripetibile.
Ma lo shopping a Myeongdong non si limita alle creme per il viso. Questo distretto ospita grandi centri commerciali e boutique di moda dove trovare sia i marchi internazionali più famosi sia le ultime tendenze dello stile giovanile coreano, caratterizzato da tagli oversize, colori pastello e un’eleganza minimal molto curata. Quando le vostre gambe minacceranno di cedere sotto il peso dei sacchetti dello shopping, potrete trovare rifugio e sostentamento nei tanti chioschi di cibo che popolano le vie pedonali. A partire dal pomeriggio, questi chioschi trasformano il quartiere in un ristorante all’aperto.
Lo street food coreano, un viaggio per palati coraggiosi
Diciamoci la verità: gran parte del motivo per cui si organizza un viaggio a Seul è la prospettiva di mangiare cose incredibili a ogni ora del giorno e della notte. (Come ad esempio cavallette arrostite e altre diavolerie simili). Lo street food coreano non è semplicemente un modo rapido ed economico per riempirsi lo stomaco, ma rappresenta una vera e propria forma d’arte collettiva. Per vivere l’esperienza gastronomica più autentica della vostra vita dovete dirigervi senza esitazione verso il Mercato di Gwangjang. Questo è uno dei mercati storici più antichi e famosi di tutta la Corea del Sud.
Non appena varcherete l’ingresso di Gwangjang, sarete investiti da una nuvola di vapore di aromi, dallo sfrigolio delle piastre bollenti e dalle voci delle cuoche anziane (affettuosamente chiamate ajumma) che gestiscono i loro banconi con il pugno di ferro e il sorriso sulle labbra. Se trovate un posto libero su una delle panche di legno davanti a un chiosco, preparatevi a ordinare i bindeatteok. Cosa sono? Beh, delle frittelle di fagioli mungo macinati al momento, fritte nell’olio bollente fino a diventare croccanti fuori e morbide dentro. Accompagnate il tutto con una ciotola di makgeolli, un vino di riso frizzante che viene servito in ciotole di metallo.
Se amate i sapori forti e piccanti, la vostra nuova dipendenza diventeranno i tteokbokki. Sono gnocchi di riso cilindrici e gommosi affogati in una salsa rossa a base di pasta di peperoncino dolce e piccante. Il 1° morso potrebbe sembrarvi un attentato alle vostre papille gustative, ma vi assicuriamo che dopo il 3° morso non potrete più farne a meno. Per i palati più avventurosi e spericolati, il Mercato di Gwangjang offre anche specialità più insolite come il sundae, una versione locale del sanguinaccio insaccato con vermicelli di riso, o il celebre yukhoe, una tartare di manzo servita con un tuorlo d’uovo crudo e strisce di pera. Mangiare a Seul significa abbandonare ogni certezza culinaria europea e accettare il fatto che il peperoncino di Seul sarà il vostro compagno di viaggio più fedele (peggio della salsa sambal di Bali).
Gangnam e Seongsu, tra lusso e archeologia industriale
È praticamente impossibile parlare di Seul senza menzionare il quartiere che ha fatto ballare il mondo intero grazie a un tormentone musicale planetario. Stiamo parlando del Gangnam Style. Gangnam si trova a sud del fiume Han ed è la zona ricca, patinata e sfacciata della nazione. Qui i vicoli lasciano il posto a grandi viali fiancheggiati da grattacieli che ospitano le sedi delle multinazionali più potenti del mondo, cliniche di chirurgia estetica di lusso e le boutique di moda più esclusive del pianeta. Passeggiare per il viale di Apgujeong Rodeo vi farà sentire all’interno di un video musicale di lusso, circondati da auto sportive e persone vestite come per una sfilata.
Ma se il lusso ostentato di Gangnam rischia di annoiarvi dopo poco tempo, vi basterà spostarvi di qualche fermata di metropolitana per raggiungere Seongsu, il quartiere che la gioventù creativa ha eletto a propria dimora ufficiale. Seongsu viene spesso definita la Brooklyn di Seul, ed è un incredibile esempio di riqualificazione urbana. Questa zona era originariamente un distretto industriale pieno di fabbriche di scarpe e officine meccaniche artigianali abbandonate. Negli ultimi anni, designer, artisti e giovani imprenditori hanno preso possesso di questi spazi industriali, trasformandoli nelle gallerie d’arte, nei negozi di abbigliamento indipendente e nei caffè più cool della nazione.
La vera attrazione di Seongsu sono proprio i suoi bar, ospitati in vecchi magazzini di mattoni rossi dove le pareti scrostate e i macchinari industriali arrugginiti fanno da cornice a torrefazioni di altissimo livello e a dolci che sembrano vere e proprie sculture d’arte contemporanea. Questo quartiere è il luogo ideale per perdersi alla ricerca di un brand di moda locale emergente, per osservare i trend setter della città o semplicemente per sorseggiare un caffè freddo mentre si osserva come una vecchia zona manifatturiera possa trasformarsi nel cuore dell’avanguardia urbana globale.
La magia notturna della N Seoul Tower e del fiume Han
Al tramonto Seul non si spegne, ma si accende di una luce completamente nuova. Per abbracciare con lo sguardo l’immensità di questa metropoli, la tappa obbligatoria è la N Seoul Tower, situata sulla cima del monte Namsan. Potete raggiungere la base della N Seoul Tower attraverso una camminata immersa nel verde del parco o utilizzando la funivia. Una volta arrivati in cima, la vista a 360 gradi sulla città vi lascerà senza fiato. Una distesa infinita di luci bianche, gialle e rosse che si estende a perdita d’occhio fino alle montagne che circondano la valle.
La terrazza alla base della N Seoul Tower è diventata celebre in tutto il mondo per le migliaia di lucchetti dell’amore colorati, agganciati alle ringhiere da coppie di giovani. (Una sorta di Ponte Milvio, insomma). Anche se non viaggiate in dolce metà, l’atmosfera che si respira quassù al tramonto è romantica. Una volta ridiscesi a terra, il modo migliore per concludere una giornata intensa è imitare le abitudini dei giovani locali e dirigersi verso le sponde del fiume Han, il corso d’acqua che taglia in due la città.
I parchi che costeggiano il fiume Han sono il vero salotto all’aperto degli abitanti di Seul durante le serate primaverili ed estive. I ragazzi si ritrovano qui, stendono teli sull’erba o noleggiano piccole tende da campeggio per passare la serata in compagnia. Il rituale imperdibile del fiume Han prevede l’uso di una delle tante app di food delivery (tipo Glovo) per farsi recapitare del pollo fritto e delle birre direttamente sul proprio telo da picnic, specificando semplicemente il numero della zona del parco in cui ci si trova. Mangiare pollo fritto in riva al fiume, guardando i ponti illuminati che cambiano colore a ritmo di musica e ascoltando le risate dei gruppi di amici intorno a voi, vi farà sentire a tutti gli effetti parte integrante di questa accogliente città.
Consigli pratici per sopravvivere a Seul
Affrontare una città delle dimensioni e della complessità di Seul può spaventare un po’ all’inizio, ma bastano pochi accorgimenti per muoversi come dei veri professionisti del trasporto urbano. La primissima cosa da sapere è che Google Maps qui non funziona correttamente a causa di rigide leggi sulla sicurezza nazionale legate ai dati cartografici della penisola coreana. Prima di partire dovete assolutamente scaricare sul vostro smartphone le app locali equivalenti, tipo Naver Map o KakaoMap, che forniscono indicazioni precise su treni, autobus e percorsi pedonali.
Il sistema della metropolitana cittadina è un capolavoro di ingegneria, pulizia e puntualità. Dimenticatevi le metropolitane italiane. Tutte le indicazioni sono scritte anche in caratteri latini e gli annunci vocali sono trasmessi in diverse lingue, rendendo impossibile perdersi. Per viaggiare sui mezzi pubblici vi basterà acquistare in un qualsiasi negozio di alimentari una carta ricaricabile chiamata T-Money. Questa carta può essere caricata con i contanti e utilizzata passandola sui lettori dei tornelli della metropolitana e degli autobus, oltre che per pagare i vostri acquisti nei piccoli supermercati.
Infine non preoccupatevi troppo per la barriera linguistica. Anche se non tutti parlano un inglese fluente, i giovani coreani sono incredibilmente gentili, ospitali e sempre disposti ad aiutare un viaggiatore in difficoltà utilizzando app di traduzione istantanea sullo smartphone (tipo Google Translate). Seul è una delle città più sicure, pulite e hi-tech del mondo. È un luogo straordinario dove perdersi tra vicoletti antichi e grattacieli vertiginosi. È il modo migliore per scoprire una cultura affascinante e in continua evoluzione che vi rimarrà nel cuore a vita.
