Cosa fare a Bali (Denpasar e dintorni): itinerari tra spiagge, risaie e templi
Bali è la calamita dell’Indonesia: attira i turisti che cercano mete esotiche da sogno, riuscendo a mettere d’accordo anche i viaggiatori più pretenziosi. Questo perché dietro i suoi paesaggi da cartolina si nasconde molto più di un semplice sfondo per i vostri post di Instagram: templi millenari, arte che trasuda da ogni vicolo e una colonna sonora naturale che farebbe invidia a Spotify. Volete perdervi nei dintorni di Ubud? Fatelo pure, ma assicuratevi di non inciampare nella bellezza o in un macaco troppo intraprendente. E se pensavate che Bali fosse solo mare, preparatevi a ricredervi: tra una posa yoga dell’ “albero traballante” e una sosta tattica in un warung, dove la cucina tradizionale vi farà dimenticare ogni dieta esistente, la probabilità di non voler più ritornare a casa è altissima. Siete pronti a mollare tutto, abbracciare il vostro lato zen e scoprire cosa ha in serbo per voi l’isola degli dèi? Allacciate i sandali, si parte con la nostra guida online.
Le spiagge e il mare di Bali
Diteci che tipo siete e vi diremo dove piantare l’ombrellone. Ironia a parte, non potevamo che iniziare il nostro tour di Bali dalle protagoniste assolute: le spiagge. Bali non è solo un’isola, è un buffet di sabbia e onde dove ognuno trova il suo piatto preferito.
1. Il triangolo del divertimento (Sud-Ovest)
Se cercate il silenzio, andatevene in un convento. Ma se volete stare dove “succedono cose”, la costa sud-occidentale è il vostro regno. Kuta Beach è la nonna delle spiagge balinesi: è stata la prima a diventare famosa e ancora oggi non ne vuole sapere di andare in pensione, tra locali alla moda e una distesa dorata che non finisce mai. Poco più in là c’è Legian, la chic Seminyak e ovviamente Canggu, la tana ufficiale degli hipster. Qui, tra un avocado toast e l’altro, potete persino fare yoga in spiaggia sperando che un surfista non vi scambi per una tavola durante un Asana.
2. Relax e onde pazzesche (Penisola di Bukit)
Volete fare i seri con lo snorkeling o il SUP? Puntate su Sanur: le sue acque sono tranquille e non ci sono cavalloni fastidiosi. Se invece il vostro obiettivo è cavalcare l’onda perfetta (o almeno provare a non fare brutte figure con gli altri turisti) correte a Uluwatu: qui le onde sono altissime e le spiagge sono così selvagge che vi sentirete in un film d’avventura. Se invece volete un attimo di pace assoluta, andate a Thomas Beach: è così appartata che potreste dimenticarvi della civiltà.
3. Wild & dark (Ovest e Est)
Nell’ovest di Bali il surf si fa serio a Medewi Point, dove la sabbia lascia il posto a ciottoli neri e lisci che sembrano quasi esser stati posizionati lì da un architetto professionista. Se invece amate il brivido dell’ignoto, c’è Pantai Rahasya. Ma attenzione alla costa orientale: sebbene la sabbia nera sia incredibilmente scenografica, sotto il sole si trasforma in lava pronta a cuocervi i piedi. Niente ombra, onde impetuose: solo per veri duri (e molto protetti dalla lozione solare).
4. Il paradiso vulcanico (Nord-ovest)
Per chiudere in bellezza c’è Pemuteran. Immaginate una spiaggia incastonata nel cratere di un vulcano: l’acqua è una tavola celeste protetta dai coralli. È il posto ideale per fare i pigri o per indossare maschera e pinne e andare a spiare i pesciolini a Pulau Menjangan.
Quali templi vedere a Bali
A Bali l’Induismo non è solo una religione, è un vero stile di vita a tutto ritmo. Qui i templi e i locali spuntano come funghi: ufficialmente ne hanno contati più di 10.000, ma sospettiamo che a un certo punto l’addetto al censimento abbia gettato la spugna per troppa abbondanza. Ironia a parte, se volete fare il pieno di karma dovete scalare i 1.000 metri del Pura Besakih, il “boss finale” dei templi appollaiato sul vulcano Agung, oppure perdervi nel fascino del Pura Luhur Batukau. Se invece cercate qualcosa di così perfetto da far commuovere l’UNESCO, il Pura Taman Ayun a Mengwi è il posto giusto, integrato in un sistema di irrigazione delle risaie che è un piccolo capolavoro di ingegneria spirituale.
Inoltre potreste ritrovarvi sulle sponde del lago Bratan ad ammirare il Pura Ulun Danu, che sta lì dal 1634 a fare il fotomodello, oppure a respirare il profumo dei frangipani al Pura Rambut Siwi, piazzato su una scogliera sopra una spiaggia nera da urlo. E se non siete ancora stanchi, c’è sempre il Pura Dalem Penunggekan vicino a Bangli a chiudere il cerchio. Una volta finito il tour dei monumenti, preparate le orecchie per il gamelan: un’orchestra di bronzo e bambù che suona melodie capaci di ipnotizzarvi mentre delle ballerine mettono in scena la cultura sacra dell’isola.
Le risaie di Jatiluwih
Preparate i cellulari, perché qui siamo di fronte a un panorama così unico che sembra essere uscito da un filtro di Instagram. Parliamo di 195 chilometri quadrati di terrazzamenti a gradoni che farebbero invidia a qualsiasi architetto, con il riso che cresce felice tra santuari decorati con una precisione quasi surreale. In questo paradiso della natura è ancora di moda il subak, il binomio agricoltura-religione che va avanti dal IX secolo. In pratica i balinesi gestiscono l’acqua meglio di una multinazionale americana. La cosa più divertente è che le risaie di Jatiluwih hanno crisi d’identità continue. Sì, avete capito bene. Le risaie sono in uno stato di transizione perenne, quindi ogni volta che sbattete le palpebre il panorama potrebbecambiare, passando dal color verde fluo all’oro lucente. Se volete sentirvi degli esploratori provetti senza bisogno di una bussola o una cartina geografica, potete avventurarvi soli soletti partendo da Jatiluwih. Gambe in spalla e preparatevi a finire tutta la memoria del vostro smartphone.
Ubud, tra arte, cultura, yoga e tradizioni secolari
Ubud non è una semplice città, è una specie di universo spirituale dove tutto sembra possibile. È il posto perfetto se volete rilassarvi, rigenerarvi, sorseggiare un frullato detox o fare una posizione yoga improbabile. Qui la tradizione balinese convive con la cucina vegana e l’innovazione, permettendovi di vivere dieci vite diverse nello stesso pomeriggio, possibilmente mentre passeggiate tra risaie così verdeggianti da sembrare finte.
Se volete sentirvi un po’ dei reali, fate un salto nel cuore della città per ammirare il Palazzo di Ubud e il tempio Puri Saren Agung, ma sappiate che Ubud è letteralmente piena di templi. C’è il Pura Desa Ubud, che è un po’ il “centro sociale” della comunità, e il Pura Taman Saraswati, che vince a mani basse il premio come tempio più fotogenico della zona. Se poi cercate un vero tocco di magia, il Pura Tirta Empul è la meta giusta: dicono che le sue sorgenti siano sacre e troverete sempre un sacco di persone pronte a tuffarsi nelle vasche per il rituale di purificazione melukat. Infondo un bel bagno nell’acqua santa non ha mai fatto male a nessuno.
Nei dintorni di Ubud: risaie e Monkey Forest
Un soggiorno a Ubud senza una scampagnata tra le risaie è come una pizza senza mozzarella: tecnicamente possibile, ma un vero sacrilegio. Il grande classico per sgranchirsi le gambe è il Campuan Ridge Walk, una passeggiata panoramica che vi farà sentire i protagonisti di uno spot televisivo. Se poi volete fare gli intellettuali, potete fare una capatina al Museum Puri Lukisan o all’Agung Rai Museum of Art, dove l’arte balinese vi farà fare pace col mondo.
Ma ammettiamolo, il vero brivido di Ubud è la Monkey Forest. Una volta era un’oasi spirituale con tre templi e miliardi di scimmie, oggi invece è una tappa fissa dove i macachi grigi dalla coda lunga regnano indisturbati. Il nostro consiglio per non finire in mezzo a un bagno di folla è andarci all’alba o a fine giornata: in un’oretta ve la cavate, giusto il tempo di ammirare il sacro Pura Dalem Agung o scendere verso la gola del fiume. Un avvertimento: queste scimmie non sono esattamente il quadro della cortesia. Sono piccole gang in pelliccia che non vedono l’ora di rapinarvi. Quindi niente cibo in mano e blindate le borse se non volete che il vostro iPhone diventi il nuovo giocattolo di un macaco tutt’altro che amichevole.
Dove alloggiare a Bali
Bali non è solo templi e risaie, è anche il regno dei resort talmente particolari che vi faranno chiedere se siete finiti in un film o in un sogno. Che vogliate darvi alla pazza gioia tra i club o ritrovare la vostra pace interiore (magari mentre qualcuno vi massaggia con oli esotici), qui c’è pane per i vostri denti. I resort più lussuosi si trovano tra Ubud e il sud, scendendo da Canggu fino alla penisola di Bukit, dove lo sfarzo è di casa. Se volete viziarvi per benino, potreste farvi coccolare nella spa del Como Uma Canggu o respirare l’aria bohémien e artistica del Tugu Bali.
Se invece preferite sentirvi i re della foresta, il Mandapa a Ubud vi farà galleggiare sulle valli fluviali. Per chi vuol provare il brivido dell’altezza, l’Anantara Uluwatu è costruito sul ciglio di una scogliera: perfetto per ammirare i surfisti che cavalcano le onde mentre voi sorseggiate qualcosa di ghiacciato senza muovere neanche un muscolo. E per i veri hipster che vogliono scappare da tutto e tutti, c’è l’isola di Sumba: lì troverete il NIHI Sumba, il paradiso dei surfisti con il portafoglio a fisarmonica, o il super esclusivo Sanubari. Insomma, l’unico vostro problema sarà dover tornare a casa.
Cosa comprare a Bali
Se pensavate di tornare a casa con solo un po’ di sabbia nelle scarpe, vi sbagliavate di grosso. Bali è un vero e proprio “attentato” al vostro conto corrente. Qui il gioco si fa serio: si passa dalle griffe internazionali ai brand emergenti. Volete sentirvi dei veri trendsetter? Allora Seminyak è la vostra Mecca: passeggiate lungo la Jl Kayu Aya e preparatevi a riempire i sacchetti. Se invece siete dei cercatori di tesori e non avete paura di perdervi, potreste andare verso est nel labirinto di Klungkung: un mercato che è un vero test di orientamento, ma pieno di meraviglie.
Per coloro che invece adorano gli accessori handmade, i villaggi intorno a Ubud sono il luogo perfetto. Qui l’artigianato locale non è semplice shopping, bensì arte pura. E infine, per un’esperienza da cardiopalma, tuffatevi nel caos di Pasar Badung a Denpasar. È il mercato più vasto dell’isola, tra essenze, venditori che mercanteggiano e colori. Troverete proprio di tutto, anche quello che non sapevate di desiderare.
Cosa mangiare a Bali
A Bali la cucina è talmente divina che rischierete di tornare a casa con qualche chilo di troppo, un bagaglio a mano fatto solo di calorie e felicità. Se cercate il locale giusto per far schiumare d’invidia i vostri follower di Instagram, Seminyak è una bomba di bar e ristoranti, mentre a Kerobokan la gastronomia è così chic e alla moda che potreste sentirvi quasi fuori posto se ci andato con le infradito. Ubud è invece il paradiso dei salutisti: qui ogni piatto è talmente innovativo che a momenti vi parla, mentre a Cangguspuntano nuovi bar di tendenza più velocemente dei funghi dopo la pioggia. Ma per i veri duri che vogliono il sapore gagliardo, la parola magica è warung: queste bancarelle a gestione familiare sono un classico della cucina balinese. E se il sole cala, affrettatevi ad andare nei mercati notturni di Sanur, Sayan o Gianyar per lo street food. Gettatevi senza esitare sui sate (gli spiedini di carne alla griglia che sono letteralmente una dipendenza), sulle pisang goreng (le banane fritte che sono la fine del mondo) e non dimenticate di sfidare il fuoco col sambal, quella salsa super piccante che esiste in mille varianti e che vi farà sentire vivi (e vi darà fuoco alla lingua). Non avete già l’acquolina in bocca?
Capitolo a parte va dedicato al celebre kopi luwak, il caffè che ha fatto il giro del mondo per un dettaglio… ehm, particolare. Prende il nome dallo zibetto, un animaletto simile a un gatto che mangia chicchi di caffè e li “restituisce” al mondo tramite la sua cacchina. Il risultato sarebbe un caffè super speziato. Ma attenzione: dietro il prezzo da infarto e la pubblicità martellante, spesso si nascondono maltrattamenti agli animali e zero garanzie sull’autenticità del prodotto. Insomma, il rischio maggiore è pagare come oro colato una tazzina di caffè normalissimo prodotto in modo tutt’altro che etico. Controllate chi lo produce e pensateci un attimino prima di ordinarlo.
Quando andare a Bali
E quando partire per questo paradiso? Il segreto dei veri turisti è puntare sulla mezza stagione: tra aprile e giugno o tra settembre e ottobre. Maggio, giugno e settembre sono i mesi migliori con un clima secco che vi farà lasciare l’ombrello a casa. Se potete, fuggite dall’alta stagione di luglio, agosto o periodo natalizio, perché i prezzi schizzano alle stelle e rischiate di dover dormire su una palma perché è tutto sold out. Se vi organizzate per tempo Bali vi accoglierà a braccia aperte.
