Cosa fare in Yucatán: Isla Holbox, Tulum e itinerari consigliati
Mettiamo subito le cose in chiaro: se state pensando allo Yucatán solo come alla terra dei villaggi all-inclusive dove i pensionati americani sorseggiano Margarita a bordo piscina, siete totalmente fuori strada. Certo, ci sono anche quelli. Ma la penisola dello Yucatán (Messico) è soprattutto una grande giungla di biodiversità, rovine Maya avvolte dal mistero e spiagge dalla sabbia così bianca che sembrano un paradiso terrestre.
Che voi siate dei nomadi digitali a caccia di mete perfette per i vostri profili social o dei turisti “zaino in spalla” pronti a sfidare l’umidità tropicale, la nostra guida è il vostro passaporto per non sbagliare un colpo. Prendete appunti, preparate il repellente per le zanzare e diamo uno sguardo ravvicinato a cosa fare in Yucatán tra Isla Holbox, Tulum e i percorsi più fighi da provare subito.
Isla Holbox: il paradiso (quasi) senza scarpe
Iniziamo da Isla Holbox, un lembo di sabbia lungo una 40ina di km situato a nord della penisola dello Yucatan. Se il vostro sogno più recondito è scappare dalla routine, dimenticare l’esistenza dell’asfalto e vivere in bikini, congratulazioni: avete appena trovato il vostro posto nel mondo.
Ad Holbox le strade sono fatte interamente di sabbia. Non esistono auto, ci si sposta solo a piedi, in bici e a bordo di golf kart elettrici che sfrecciano sollevando nuvole di polvere. L’atmosfera è così “chill” che persino i cani locali sembrano stiano facendo yoga sulla spiaggia.
Cosa fare a Holbox per evitare di sembrare il solito turista
Non limitatevi a sdraiarvi al sole perché Holbox offre alcune delle esperienze naturali più incredibili di tutto il Messico. Di notte, quando la luna lo permette, l’acqua si tinge di un blu elettrico grazie al fitoplancton. Questa nuance regala la sensazione di nuotare come dentro il film Avatar. Di giorno, invece, la bassa marea svela la lingua di sabbia di Punta Mosquito, dove si può camminare in mezzo al mare per km circondati da fenicotteri rosa che vi guardano con aria da snob. Se poi decidete di esplorare il centro del paese, vi accorgerete che è un vero e proprio museo a cielo aperto. È ricco di murales molto belli che raccontano la storia e la fauna dell’isola.
Il dramma logistico: come sopravvivere a Holbox
Un piccolo avvertimento ironico ma doveroso: quando piove, Holbox si trasforma in una grande Venezia tropicale. Le strade diventano fiumi di fango e l’unica soluzione è prenderla con filosofia. Quindi si cammina a piedi nudi e si accetta che le infradito siano ormai perdute per sempre. Inoltre spesso i bancomat finiscono i contanti o la linea internet decide di andare in vacanza (Consideratelo un “detox” forzato dai social network).
Tulum: tra eco-chic, sciamani e influencer
Cambiando radicalmente scenario, scendiamo lungo la costa della Riviera Maya fino a raggiungere Tulum. Se Holbox è la risposta hippy e selvaggia, Tulum è il regno dell’eco-chic, dei cappelli di paglia a falda larga, dei festival di musica elettronica nella giungla e dei frullati a base di avocado da 15 dollari.
Tulum si divide sostanzialmente in 2 zone principali: il Pueblo, dove si trova la vita vera, i tacos economici e gli ostelli per i backpackers, e la Zona Hotelera, una striscia di terra tra la giungla e il Mar dei Caraibi. Qui, nella Zona Hotelera si concentrano i boutique hotel di lusso e i locali di tendenza.
Le tappe obbligatorie a Tulum
Anche se l’alto tasso di hipster per m² potrebbe spaventarvi, Tulum ha un fascino a cui è impossibile resistere. Le rovine archeologiche a picco sul mare sono l’unica città Maya costruita direttamente sulla costa e vedere il Castillo di pietra grigia che si staglia contro il blu turchese dei Caraibi vale ogni singolo centesimo del biglietto d’ingresso. Il nostro consiglio è di andare all’apertura per evitare il caldo infernale e le file di turisti.
Un’altra esperienza imperdibile è l’esplorazione della Riserva di Sian Ka’an, un paradiso naturale (patrimonio UNESCO) dove potete fare floating nei canali d’acqua dolce naturali circondato dalle mangrovie. E infine c’è la caccia allo scatto fotografico perfetto, dato che dalla celebre scultura Ven a la Luz di Daniel Popper fino ai cartelli stradali motivazionali, Tulum è stata progettata per i feed fotografici.
La dura verità su Tulum
Diciamoci la verità: Tulum sa essere tanto splendida quanto costosa. Se decidete di cenare nei ristoranti alla moda della Zona Hotelera, preparatevi a ricevere un conto salato che ricorderete per i prossimi 10 anni. Il segreto per godersela senza cadere in miseria? Dormite nel Pueblo, noleggiate uno scooter per spostarvi e cenate a base di tacos al pastor nei baracchini lungo la strada. Il vostro portafoglio e la vostra Mastercard vi ringrazieranno.
I migliori cenotes della zona: tuffi nel cuore della terra
Non si può parlare di Yucatán senza nominare i celeberrimi cenotes, ossia le grotte d’acqua dolce sotterranee che per i Maya rappresentavano l’accesso agli inferi, lo Xibalba. Oggi sono la versione naturale e più figa di una piscina comunale. Ce ne sono a migliaia sparsi per tutta la penisola, ma alcuni meritano una menzione speciale.
Il Cenote Ik Kil, situato vicino a Chichén Itzá, è un gigante a cielo aperto profondo circa 40 metri. Dalle sue pareti rocciose scendono liane e cascate d’acqua che creano un’atmosfera quasi mistica. È talmente perfetto da sembrare finto, il che significa che è anche uno dei più affollati, quindi ti conviene arrivare presto se non vuoi condividere il tuo momento spirituale con tre autobus di turisti.
Se amate lo snorkeling o le immersioni con le bombole, il Cenote Dos Ojos vicino a Tulum vi farà perdere la testa, grazie a un sistema di grotte in cui l’acqua è così trasparente che la visibilità è praticamente infinita. Chi cerca la foto d’impatto preferirà invece il Cenote Suytun, una struttura sotterranea all’interno di una grotta illuminata solo da un singolo fascio di luce che penetra dal soffitto. Colpisce una passerella di pietra al centro dell’acqua per un effetto visivo molto cinematografico.
Come pianificare l’itinerario perfetto nello Yucatán
Preparare un percorso attraverso la penisola dello Yucatán richiede una buona dose di strategia, perché le distanze sono ampie e le tentazioni lungo la strada si sprecano. Se avete a disposizione circa 2 settimane e cercate un viaggio bilanciato che coniughi il relax caraibico alla cultura, la scelta migliore è iniziare dal Nord per poi scendere lungo la costa. Dopo aver ricaricato le batterie tra le spiagge e i ritmi lenti di Isla Holbox, potete guidare verso l’interno puntando su Valladolid.
Non conoscete Valladolid? Questa cittadina coloniale è la base strategica per esplorare le meraviglie archeologiche di Chichén Itzá e rinfrescarsi nei cenotes circostanti prima di spostarsi verso Tulum. Per dare un tocco magico alla fine del vostro viaggio in Yucatán, vale la pena spingersi ancora più a Sud fino alla laguna di Bacalar. Qui i sette colori dell’acqua dolce vi faranno dimenticare il caos dei voli di rientro da Cancún.
Se invece il vostro spirito è più vicino a quello di un esploratore e preferisci evitare le zone più battute dal turismo di massa, l’itinerario ideale dovrebbe deviare subito verso l’ovest della penisola. Noleggiare un’auto vi permetterà di raggiungere Mérida, la capitale culturale della regione, dove perdersi tra mercati tradizionali e abbuffate di cibo locale.
Da qui potete muovervi verso la costa del Golfo del Messico per scoprire la città fortificata di Campeche, per poi puntare dritto verso il cuore della giungla del sud. È proprio qui che si nasconde Calakmul, una città Maya dove potrete scalare le piramidi più alte del Paese in totale solitudine, accompagnato solo dal grido delle scimmie urlatrici. In seguito potrete concedervi un ultimo tuffo rigenerante nelle acque più tranquille di Isla Mujeres.
Consigli di sopravvivenza per giovani turisti
Prima di chiudere lo zaino e imbarcarvi sul primo volo per il Messico, ci sono alcune regole non scritte che dovete assolutamente conoscere se volete evitare che il vostro viaggio da sogno si trasformi in una commedia che rasenta la tragedia. La vendetta di Montezuma è una minaccia reale, quindi evita sempre l’acqua del rubinetto, usandola solo per lavarti i denti (se proprio vi sentite coraggiosi) e optate per l’acqua in bottiglia.
La combinazione di batteri locali e spezie messicane può essere letale per gli stomaci occidentali meno allenati, perciò portate sempre con voi dei fermenti lattici e farmaci per la dissenteria. Per ciò che concerne gli spostamenti, se viaggiate da soli e volete risparmiare, gli autobus della compagnia ADO sono una scelta eccellente. Sono puliti, economici e dotati di un’aria condizionata così potente da richiedere una giacca da sci.
Se invece viaggiate in comitiva, il noleggio auto vi darà una libertà impagabile, soprattutto per raggiungere i cenotes più isolati dove i mezzi pubblici non arrivano. Infine ricordate la gestione dei pesos, perché anche se nei posti più turistici accettano carte di credito e persino dollari, avrete sempre bisogno di contanti per pagare l’ingresso ai cenotes minori, comprare la frutta per strada o lasciare le mance (che in Messico sono praticamente obbligatorie e si aggirano tra il 10 e il 15%).
Lo Yucatán è una terra di contrasti molto netti: sa essere caotica e al contempo mistica, economica e lussuosa, selvaggia e instagrammabile. Non vi resta che scegliere la vostra direzione ideale, preparare le valigie e lasciarvi conquistare dal calore del popolo messicano. Noi di Rottedasogno.it vi auguriamo ¡Buen viaje!
