Cosa vedere a Bangkok: templi, mercati e consigli per muoversi in città
C’è del vero in quanto si dice: Bangkok (la “Venezia d’Oriente”) è un universo a sé stante, una metropoli eclettica ricca di grattacieli di vetro che si ergono accanto i luminosissimi templi buddhisti, monaci che condividono i marciapiedi con teenagers alla moda, mercati all’aperto adiacenti ai centri commerciali dotati di aria condizionata e dove tutti possono scovare qualche oggetto interessante. Per non smarrirvi del tutto, segnatevi questi luoghi iconici: 8 templi e mercati da non perdere assolutamente per esplorare il meglio della città.
1. Mercato del fine settimana di Chatuchak
Pensate a un labirinto immenso dove ogni mercato cittadino trova la sua massima espressione, aggiungete al quadro un tocco artistico, un clima torrido da bagno turco e acquirenti occupati a contrattare: eccovi a grandi linee Chatuchak. Vi sentirete sopraffatti da una confusione totale, ma in realtà è tutto accuratamente pianificato in sezioni ben distribuite dove trovare statuette del Buddha, opere di arte moderna, abiti vintage, street food e specialità thailandesi che vi consentiranno di affrontare il vostro viaggio, evitando lo stress da disidratazione o appetito.
2. Wat Phra Kaew e Gran Palazzo Reale
Famoso anche come Tempio del Buddha di Smeraldo, Wat Phra Kaew è il nome più comune con cui si indica l’immenso e fiabesco complesso dove è situato il Gran Palazzo Reale, in passato dimora dei sovrani thailandesi.
- Il Buddha di Smeraldo: su una piattaforma elevata ubicata nel bòht (sala delle ordinazioni) straordinariamente decorato del Wat Phra Kaew, si erge il Buddha di Smeraldo, il capolavoro di questo tempio. L’ornamentazione interna ed esterna del santuario colpisce tutti i turisti molto più della statuetta in sè, che è alta circa 66 centimetri ed è ubicata così in alto rispetto ai turisti da risultare meno impressionante dell’edificio in oro che la cinge. Contrariamente a ciò che suggerisce il suo nome, l’immagine è scolpita in un unico pezzo di nefrite (una tipologia di giada).
- I guardiani del Wat Phra Kaew: i manufatti scultorei che accolgono i turisti nel Wat Phra Kaew sono due “yaksha” alti cinque metri, figure mastodontiche od orchi della mitologia hindu-buddhista. Tra le altre figure mitiche annoveriamo i “kinaree” (creature metà umane e metà volatili), gli uccelli sacri noti come garuda e tanti elefanti e figure di eremiti.
3. Wat Arun
Questo imponente prang in stile khmer che sorge lungo il Mae Nam è conosciuto come il “Tempio dell’Alba“, nome che proviene dalla divinità indiana dell’aurora “Aruna”. È successo qui che, dopo la distruzione di Ayuthaya, il re Taksin s’imbatté fortuitamente in un umile luogo di culto, che interpretò come un segno del destino: che questo sarebbe dovuto essere il luogo della nuova capitale del Siam.
- La torre: questo è il fulcro del Wat Arun in perfetto stile khmer (alto ben 82 metri) e costruito nella prima metà del XIX secolo da Rama. Osservata dalla riva, la sagoma affusolata della pagoda nasconde la sua vera natura: un ricamo infinito di fiori in ceramica colorata e in porcellana smaltata, decorazione molto diffusa nei templi della prima era Ratanakosin, quando questi materiali erano usati come zavorra dalle navi asiatiche che facevano scalo a Bangkok.
- Cosa vedere nel Wat Arun: molti viaggiatori esplorano il Wat Arun facendo escursioni in long tail boat, ma si può ugualmente prendere il traghetto fluviale 3B da Tha Tien. Dopo la traversata i turisti possono allontanarsi dal fiume e fare una camminata in Th Wang Doem, una stradina lastricata lungo la quale si affacciano gli shophouse in legno.
4. Wat Traimit (Buddha d’Oro)
Noto ai più come il “Tempio del Buddha d’Oro”, il Wat Traimit ospita la statua in oro massiccio più pesante al mondo: una raffigurazione del Buddha alta 3 metri e pesante ben 5,5 tonnellate, dal passato enigmatico e oscuro. In molti pensano che risalga al XIII secolo.
- Il Buddha d’oro: questa statua d’oro è la più interessante attrattiva del Wat Traimit. Si trova al 4° piano della struttura marmorea del tempio e fu ‘scoperta’ oltre 60 anni fa sotto una coltre di stucco o gesso, dopo essere precipitata da una gru che la stava trasferendo. Si pensa che la copertura sia stata realizzata per tutelare la statua dalle razzie, forse nel periodo di Sukhothai o in seguito, nell’epoca di Ayuthaya, quando Bangkok era sotto assedio dei birmani.
5. Ayuthaya
Resti archeologici, atmosfera bucolica, tradizione gastronomica gustosa e hotel di qualità, il tutto a un’ora da Bangkok. Stiamo parlando di Ayuthaya, che fu la capitale del Siam dal 1350, nonché uno dei principali porti commerciali dove i venditori restavano esterrefatti dinnanzi i ricchi templi e i palazzi. Quest’epoca d’oro conobbe il declino nel 1767, quando l’esercito birmano invase e saccheggiò Bangkok, portando via la stragrande maggioranza dei suoi tesori. Nel 1991 le rovine di Ayuthaya sono state ufficialmente riconosciute come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
- Ayutthaya Tourist Center: questa dovrebbe essere la vostra prima tappa ad Ayuthaya, poiché la straordinaria mostra allestita al primo piano fornisce un sunto e descrive le antiche glorie della città.
Parco Storico di Ayuthaya: le rovine della capitale sono classificate in due zone ben distinte: “sull’isola” nella parte centrale di Bangkok e “fuori dall’isola” sulla sponda opposta del fiume rispetto al centro. Tra i reperti più stimolanti “sull’isola” troviamo il Wat Mahathat e il Wat Phra Si Sanphet. Da non perdere il Wat Chai Wattanaram “fuori dall’isola”.
6. Parco del Palazzo di Dusit
Al suo rientro dal primo viaggio in Europa, compiuto nel 1897, Rama V ritornò nella sua terra natia portando le immagini dei castelli europei prefiggendosi di rielaborarequegli stili in un’opera che fosse autenticamente thailandese. Ebbe origine così il ”Parco del Palazzo di Dusit”. Oggi il sovrano abita in un’altra residenza e questo complesso custodisce un museo e altre collezioni.
- Vimanmek Teak Mansion: realizzata in un primo tempo a Ko Si Chang nel lontano 1868 e trasferita nella sede attuale nel 1910, questa mansion possiede 81 ambienti tra sale e anticamere, e appare come il più grande palazzo del mondo.
7. Ko Kret
Ko Kret, l’oasi verde facilmente raggiungibile da Bangkok, è un’isola formatasi 3 secoli fa dopo lo scavo di un canale realizzato per accorciare un’ansa del fiume Mae Nam Chao Phraya. Qui si trova un antichissimo insediamento dell’etnia mon, che ebbe il controllo della Thailandia centrale dal VI al X secolo. Oggi Ko Kret è famosa per la sua atmosfera bucolica, le ceramiche tipiche del luogo e il mercato all’aperto che si svolge ogni fine settimana.
- Le ceramiche: Ko Kret è salita agli onori della cronaca per i suoi vasi di terracotta fatti a mano, che si possono acquistare nei mercati di tutta la città. In qualsiasi angolo del Wat Poramai Yikawat si possono raggiungere le fornaci abbandonate e i laboratori artificiali ad oggi ancora attivi, situati lungo le coste orientali e settentrionali.
- Giro turistico dell’isola: una pista lastricata di 6 km gira attorno all’isola e si può percorrere sia a piedi che in bici. I turisti più pigri e/o sedentari possono affittare una barca e fare un tour dell’isola facendo piccole soste presso il laboratori di batik, una fabbrica di caramelle e ‒ durante il fine settimana ‒ nel cosiddetto “mercato galleggiante”.
8. Wat Pho
Tra tutti i templi di Bangkok, il Wat Pho è con ogni probabilità il più meritevole, sia per la presenza del Buddha Sdraiato che per i grandissimi giardini irti di stupa. Il complesso del tempio possiede tanti primati: il wát più antico e grande di Bangkok, il più lungo Buddha Sdraiato, la più importante collezione di immagini del Buddha di tutto il paese e la prima scuola statale della Thailandia.
- Buddha Sdraiato: nel santuario principale del complesso troviamo la statua del Buddha Sdraiato, lunga ben 46 metri e alta incarna il passaggio del Buddha al Nirvana (cioè il suo decesso). Portato a termine nel 1848, il Buddha Sdraiato è ad oggi la statua più grande di Bangkok nel suo settore, creata in gesso intorno a un nucleo centrale di mattoni e coperta di foglia d’oro. Gli intarsi in madreperla dei piedi del Buddha illustrano le 108 lák·sà·nà (caratteristiche) del Buddha e dietro la statua si possono vedere 108 ciotole dei monaci in bronzo. Se si paga un extra, i turisti possono acquistare 108 monete da lanciare una in ciascuna ciotola in segno di buon augurio.
- I giardini: i cortiletti realizzati in piastrelle si alternano ai giardinetti rocciosi in china-style e a isole su collinette, tra angoli all’ombra, aree verdi e ornamenti con scene di vita quotidiana. A sud del wí·hăhn principale si trova un arbusto della Bodhi(đôn po), al quale il tempio deve il nome di Wat Pho e che pare abbia origini correlate a quando il Buddha raggiunse l’illuminazione.
